Castello di Mirabello a rischio. L’umidità sgretola la facciata
PAVIA. C’è un problema (uno fra tanti) al castello di Mirabello: i pluviali di rame erano stati rubati nel febbraio 2025 e dalla Soprintendenza non sarebbe arrivato il via libera a sostituirli con materiale meno “nobile”, o quanto meno non vi sarebbe un atto ufficiale. La conseguenza è una visibile macchia di umidità che si sta progressivamente allargando sulla facciata ed è evidenziata dalla crescita di muschio verde.
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L’instant question
Il tema è stato nuovamente sollevato da una instant question del capogruppo di Fratelli d’Italia, Nicola Niutta, che potrebbe essere discussa già nella seduta di questa sera. «Nei giorni scorsi – scrive il consigliere di opposizione – ho effettuato un sopralluogo presso il castello di Mirabello, riscontrando il permanere dell’assenza dei pluviali esterni asportati e un ulteriore aggravamento delle colature e del degrado della facciata, con evidenti fenomeni di deterioramento della muratura». Una situazione che è più che evidente a chiunque entri nella corte del castello e osservi la facciata e che probabilmente è stata aggravata dalle frequenti piogge che hanno caratterizzato l’ultimo periodo.
«Nei mesi scorsi – prosegue Niutta – avevo già sollevato la questione e, a seguito di formale accesso agli atti, l’Area competente ha precisato che non risultava presentata alcuna richiesta alla Soprintendenza per l’installazione di pluviali provvisori, aggiungendo che tale richiesta non sarebbe stata approvata». La spiegazione che ufficiosamente arriva da palazzo Mezzabarba è che nell’intervento precedente di ristrutturazione del castello, risalente a circa tre anni fa, era stata posta come prescrizione obbligatoria l’utilizzo esclusivo del rame per i pluviali. Il furto del rame è avvenuto nei primi giorni del 2025 e vi sarebbero stati contatti informali con i funzionari della Soprintendenza dai quali sarebbe stata ricavata la conclusione per cui la sostituzione dei pluviali rubati dovrebbe avvenire con omologhi dello stesso materiale, cioè di rame. Quale che sia stata la natura e il contenuto dei contatti tra il Comune e la Soprintendenza, il problema rimane in tutta la sua evidenza. E diventa ancora più paradossale se si considera che nel 2025, in occasione dei 500 anni della Battaglia di Pavia, proprio il castello di Mirabello è stato il fulcro di rievocazioni e celebrazioni.
«Abbiamo chiesto»
Ieri pomeriggio la vice sindaca e assessora ai Lavori pubblici, Alice Moggi, ha comunque confermato che il problema è presente all’amministrazione. «Ho chiesto a una funzionaria – ha detto Moggi – di interpellare la Soprintendenza per trovare una soluzione e abbiamo già alcune ipotesi sulle quali lavorare». L’acqua piovana che non viene incanalata nelle grondaie e nelle tubature scarica liberamente sulla facciata e il rischio è che possa erodere la calce che tiene uniti i mattoni. Inoltre l’umidità non è di certo un fattore che potenzia la stabilità degli edifici, meno che mai di un castello del XIV secolo. Nel 1325 la ricca famiglia pavese dei Fiamberti acquisì numerosi beni e fondi nella zona e, tra il 1325 ed il 1341, fece realizzare il primitivo castello, dotato di torre e ricetto. Negli anni 1360, Galeazzo II Visconti acquistò dai Fiamberti metà del castello, con i fondi a esso pertinenti, mentre la restante parte del complesso fu espropriata dal signore. Il complesso venne fatto restaurare da Gian Galeazzo nel 1384 e inserito nel grande Parco Visconteo.
