Referendum. L’Anpi si schiera per il No con attori, artisti e giornalisti: “La riforma colpisce la divisione dei poteri e la lotta ai politici corrotti”
L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia ha lanciato un appello per il No al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Lo ha fatto “assieme a tante personalità del mondo della cultura e dello spettacolo – spiega il presidente Gianfranco Pagliarulo -. un mondo portatore di creatività e di innovazione, un mondo che crea comunità e innerva e rafforza la società civile“.
“Come operatori nel campo della cultura e dello spettacolo siamo particolarmente sensibili ai diritti e alle libertà dei cittadini, contro censure, delegittimazioni, prevaricazioni del potere”, si legge nell’appello firmato tra gli altri da Tomaso Montanari, Gad Lerner, Elio Germano, Sonia Bergamasco, Paolo Fresu e Pif. Un incipit che colloca la presa di posizione dentro una cornice precisa: la difesa di quelle libertà che la Costituzione “garantisce e tutela”, a partire dalla libertà della cultura, dell’arte, della scienza e dal diritto di “manifestare liberamente il proprio pensiero con ogni mezzo di diffusione”.
Il cuore dell’argomentazione è nella divisione dei poteri. “L’esercizio di tali diritti e di tali libertà è salvaguardato dalla Costituzione attraverso la divisione dei tre poteri, il legislativo, l’esecutivo, il giudiziario. Questa è la garanzia fondamentale per impedire abusi e ogni sorta di autoritarismi”. È su questo equilibrio che, secondo l’ANPI, la riforma interviene in modo critico.
“Noi voteremo NO al referendum perché la legge di riforma, che cambia la Costituzione, colpisce proprio la divisione dei poteri”, afferma il documento, denunciando la scelta di “frammentare l’organo di autogoverno, cioè il Consiglio Superiore della Magistratura, sminuendone le funzioni e indebolendo di conseguenza l’autonomia e l’indipendenza della Magistratura”. La previsione di due CSM distinti, uno per la magistratura giudicante e uno per i pubblici ministeri, viene letta come un passo verso la separazione e l’indebolimento complessivo dell’ordine giudiziario.
Particolarmente contestata è l’ipotesi dell’estrazione a sorte dei magistrati componenti dei nuovi organi di autogoverno: “Una scelta umiliante che prescinde dal consenso e dal merito”. Allo stesso tempo, la formazione dei rappresentanti politici nel CSM, secondo l’appello, avverrebbe “attraverso un meccanismo di fatto pilotato dalla maggioranza di governo”. E ancora: la prevista Alta Corte sarebbe costituita con “analoghi meccanismi di formazione dei componenti, ancora più sbilanciati a favore del governo”.
Il risultato, si legge, sarebbe “in sostanza, un colpo alla Magistratura e un aumento di potere del governo“. Una preoccupazione rafforzata dal richiamo alle parole della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha definito la riforma “la risposta più adeguata a una intollerabile invadenza che non fermerà l’azione di governo”. Un’affermazione che, per i promotori del NO, lascia trasparire l’intenzione di limitare il controllo di legalità sull’operato dell’esecutivo.
“Si vuole che l’azione del governo, di qualsiasi governo, non sia sottoposta ad alcun controllo di legalità“, denuncia l’ANPI, ricordando che “nell’attività di qualsiasi governo c’è sempre il rischio di eventuali arbitrii, comportamenti autoritari”, oltre a “tare antiche come la corruzione, il peculato e quant’altro”. Per questo, si insiste, “c’è bisogno di una Magistratura davvero autonoma e indipendente“.
L’appello avanza anche un timore concreto: “Se poi fosse il governo a indicare quali sono i reati perseguibili immediatamente e quali su cui indagare successivamente, cosa che molto probabilmente avverrebbe se passasse la legge di riforma, è facile prevedere che l’attenzione sarebbe rivolta alla microcriminalità prodotta dal disagio sociale e agli oppositori politici”. Così, si avverte, si rischierebbe di “allontanare l’attenzione dagli eventuali reati dei grandi poteri economici o dei politici corrotti” e di mettere in discussione il principio secondo cui “tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge”.
Infine, la critica si sposta sui nodi irrisolti del sistema giudiziario: “I serissimi problemi della giustizia sono, fra gli altri, i seguenti: i tempi lunghissimi dei processi, il sottodimensionamento dei magistrati, l’endemica carenza di personale tecnico e amministrativo, la lentezza delle infrastrutture informatiche, l’enorme carico di procedimenti arretrati che gravano sugli uffici giudiziari, la spaventosa situazione delle carceri”. E “colpisce che la riforma non dica una parola su come affrontare e risolvere questi problemi”.
“Vogliamo salvaguardare i nostri diritti, la divisione dei poteri, la Costituzione repubblicana”, conclude l’appello. “Per questo voteremo NO al referendum sulla legge di riforma costituzionale”. Un messaggio che chiama in causa non solo gli addetti ai lavori, ma l’intero corpo elettorale, invitato a pronunciarsi su un passaggio che, secondo i promotori, tocca l’architrave stessa della democrazia italiana. “Queste personalità, che ringrazio di cuore – conclude Pagliarulo -, si schierano oggi con determinazione a difesa della Costituzione nata dalla Resistenza, della divisione dei poteri, in ultima analisi della libertà e dei diritti dei cittadini”.
Questi i primi firmatari
Alessandro Arangio Ruiz – Regista
Saverio Aversa – Esperto d’arte, Attivista LGBTQI
Tiziana Bagatella – Attrice
Angiola Baggi – Attrice
Daniela Baldessarelli – (detta Daniela Scarlatti) Attrice
Paolo Berdini – Urbanista, Saggista
Sonia Bergamasco – Attrice
Piero Bevilacqua – Docente Universitario, Scrittore
Mauro Biani – Vignettista
Stefania Brai – Giornalista
Benedetta Buccellato – Attrice
Francesco Buccellato – Docente Universitario
Pierfausto Buccellato – Storico
Maria Grazia Calandrone – Scrittrice
Stefano Canettieri – Cantante lirico
Enrico Capuano – Musicista
Andrea Carraro – Scrittore
Marco Coppi – Musicista
Clara Costanzo – Attrice
Giorgio Cremonini – Scrittore
Massimo Dapporto – Attore
Maurizio de Giovanni – Scrittore, Sceneggiatore
Pierfrancesco Diliberto (PIF) – Attore, Regista
Paolo Fresu – Musicista
Aurelio Gatti – Coreografo, Regista
Elio Germano – Attore
Daniela Giordano – Attrice
Paolo Giovannucci – Attore
Riccardo Giuranna – Musicista
Daniele Griggio – Attore, Scrittore, Regista
Maria Lenti – Scrittrice, Poeta
Ricky Gianco – Musicista
Gad Lerner – Giornalista, Scrittore
Gianni Lucini – Giornalista, Scrittore, Autore
Cinzia Maccagnano – Attrice, Regista
Loriano Macchiavelli – Scrittore
Angela Malfitano – Attrice
Susanna Marcomeni – Attrice
Valentina Martino – Ghiglia Attrice
Giacomo Marramao – Filosofo
Norma Martelli – Attrice
Germano Mazzocchetti – Musicista
Pino Micol – Attore, Regista
Tomaso Montanari – Docente Universitario, Scrittore
Enrica Origo – Attrice
Federico Pacifici – Attore
Ottavia Piccolo – Attrice
Edoardo Purgatori – Attore
Marco Revelli – Scrittore, Saggista
Mariano Rigillo – Attore
Cicci Rossini – Attrice
Patrizio Roversi – Giornalista, Conduttore televisivo
Andrea Satta – Musicista
Daniele Silvestri – Musicista
Tullio Solenghi – Attore, Regista
Manuela Tempesta – Regista
Sebastiano Tringali – Attore, Regista
Grazia Verasani – Scrittrice, Sceneggiatrice
Alfonso Veneroso – Attore
Milena Vukotic – Attrice
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