Da aprile flat tax al 5% sugli aumenti contrattuali per chi guadagna meno di 33mila euro. 15% sulle indennità per notturni e festivi
A partire dalla busta paga di aprile i lavoratori dipendenti vedranno gli effetti dello sconto fiscale sugli aumenti previsti da rinnovi contrattuali firmati dal 2024 e sui compensi per turni notturni, domenicali e festivi. Chi guadagna sotto i 33mila euro e negli ultimi due anni si è visto rinnovare il contratto collettivo di lavoro pagherà, sull’aumento, solo una flat tax del 5%. Imposta sostitutiva al 15%, invece, per le maggiorazioni e le indennità per lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo settimanale e le indennità inerenti al lavoro a turni, con alcuni limiti. Le norme, previste dalla legge di Bilancio, sono state tradotte in pratica per i sostituti d’imposta attraverso una circolare dell’Agenzia delle Entrate firmata dal direttore Vincenzo Carbone.
Con la flat al 5%, un lavoratore che guadagna 30mila euro l’anno cui si aggiunge un aumento contrattuale da 2.500 euro, per un reddito complessivo di 32.500, con la nuova tassazione agevolata verserà allo Stato il 23% fino a 28mila euro (cioè 6.440 euro), il 33% sul reddito che supera i 28mila (660 euro) e il 5% sui 2.500 euro annui di incremento contrattuale, cioè 125 euro. Viceversa con la tassazione ordinaria avrebbe versato il 23% fino a 28mila euro (sempre 6.440 euro) e il 33% sul reddito da 28mila a 32.500 euro (cioè 1.485 euro). Con la nuova tassazione agevolata gli resta quindi “in tasca” un aumento contrattuale pari a 2.375 euro con un risparmio d’imposta di 700 euro. Il risparmio chiaramente cambia a seconda dell’aumento ricevuto.
L’agevolazione si applica ai soli incrementi retributivi previsti dai rinnovi contrattuali che confluiscono nella retribuzione diretta. Rimangono sempre esclusi gli scatti di anzianità e le somme corrisposte per prestazioni aggiuntive all’ordinaria attività.
L’applicazione della tassa light del 5% vale anche per le assenze retribuite come malattia, maternità/paternità o infortunio. La seconda fattispecie, che prevede un aliquota del 15%, è sulle maggiorazioni e indennità pagate nel 2026 per lavoro notturno, festivo, svolto nei giorni di riposo e su turni, ma anche per i premi di risultato o per la reperibilità: si applica, per un ammontare massimo di 1.500 euro, ai dipendenti del settore privato con reddito fino a 40mila euro. Escluse le somme erogate in base agli accordi territoriali e aziendali, gli istituti
retributivi indiretti a carico del datore di lavoro nel caso di assenza (malattia, maternità/paternità, infortuni), quelli differiti (TFR), la tredicesima e la quattordicesima.
Entrambe le agevolazioni saranno riconosciute dai datori di lavoro ai contribuenti in possesso dei requisiti. Coloro che, invece, non hanno un sostituto d’imposta, potranno “recuperarle” in dichiarazione.
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