Il governo porta avanti l’attacco finale alla Costituzione con due obiettivi: così la possiamo difendere
L’attacco finale alla Costituzione che il governo delle destre sta portando avanti negli ultimi tempi ha nel mirino soprattutto due obiettivi. Colpire i giornalisti liberi e coraggiosi attraverso un controllo sempre più capillare dei mezzi di comunicazione pubblici e privati ed attaccare con inaudita violenza istituzionale i magistrati autonomi e indipendenti.
Guarda caso due obiettivi prioritari del disegno eversivo della Loggia P2 di Licio Gelli, che è stato anche organizzatore e finanziatore della strage di Bologna. Un disegno eversivo portato allora avanti anche con le bombe e oggi invece presentato candidamente come un piano di riforma dello Stato. Il potere politico, a braccetto con i poteri forti, adora quei giornalisti servi del potere così come quei magistrati compari di salotto dei poteri che dovrebbero controllare e con i quali invece vanno a braccetto.
Con il referendum non difendiamo la magistratura come entità astratta, ma la Costituzione che ha voluto che i magistrati fossero autonomi e indipendenti. E i magistrati che sono andati e vanno a braccetto con la politica, che hanno utilizzato e utilizzano la toga per il proprio potere personale, per un privilegio corporativo, per distruggere anche la vita delle persone, non sono espressione in toga della Costituzione, ma sono il suo tradimento più profondo. La magistratura ha un potere enorme, più di quello politico, perché può uccidere diritti inalienabili delle persone. Un potere che si esercita, tra l’altro, in nome del popolo. Il popolo, per questo, deve difendere l’autonomia e l’indipendenza dei magistrati, altrimenti viene meno anche l’uguaglianza dei cittadini.
Ma dobbiamo anche colpire la magistratura che va a braccetto con la politica: così come i magistrati pavidi e conformisti sono contro Costituzione, chi pensa solo a formalismi e carriera è un piccolo giuda in toga; chi attenta dall’interno dell’ordine giudiziario al lavoro onesto e coraggioso di altri colleghi togati è di certo un assassino della Costituzione. Un politico che sbaglia o peggio ancora che è corrotto può essere cancellato, con la matita, in cabina elettorale; un magistrato colluso e traditore calpesterà invece i diritti di altre persone innocenti il più delle volte con la garanzia dell’impunità.
Proprio per i troppi e gravi tradimenti che ho visto anche nella magistratura, nella quale ho militato con disciplina e onore e nella quale avrei voluto continuare a operare se non fosse stato anche per diversi traditori in toga che mi hanno impedito di lavorare, che mi voglio tenere stretta stretta la Costituzione. Perché non è la nostra Carta a dovere essere cambiata e stracciata, ma sono i traditori del giuramento sulla Costituzione che vanno colpiti con la massima durezza possibile. Giornalisti liberi, magistrati autonomi, cittadini sovrani sono il battito cardiaco della Costituzione che i poteri forti vogliono far morire. È una battaglia tra democrazia e dittatura, tra stato di diritto e stato autoritario.
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