Il compro oro paga due volte ma il cliente non lo risarcisce: il caso in tribunale
Pavia. Un bonifico effettuato due volte per errore, 4mila euro pagati due volte e una vicenda che finisce in tribunale. È quanto accaduto a Pavia, dove il titolare di un negozio “compro oro” della zona Città Giardino si è ritrovato coinvolto in una vicenda giudiziaria nata da una semplice svista durante il pagamento a un cliente.
I fatti risalgono al settembre 2025. Nel negozio si presenta un uomo, un 30enne pavese, che porta alcuni oggetti in oro da vendere. Dopo la valutazione, il controvalore viene fissato in circa 4mila euro. Come spesso avviene in queste operazioni, il pagamento viene disposto tramite bonifico.
Il commerciante effettua il trasferimento dal conto dell’attività, ma il cliente sostiene di non aver ricevuto l’accredito e anche l’app bancaria del negozio segnale un errore. Convinto che l’operazione non sia andata a buon fine, il titolare del negozio dispone quindi un secondo bonifico dello stesso importo. In realtà, pochi giorni dopo emerge che entrambi i trasferimenti risultano accreditati sul conto del cliente: due bonifici da circa 4mila euro ciascuno, per un totale di quasi 8mila euro.
Risposta negativa
Accortosi dell’errore, il commerciante contatta il cliente chiedendo la restituzione della somma ricevuta in eccesso. La risposta, però, non è quella sperata. Secondo quanto ricostruito negli atti, il 30enne avrebbe rifiutato di restituire il denaro, rispondendo anche con alcuni messaggi su WhatsApp. Tra questi frasi come: «Adesso che metti in mezzo gli avvocati i tuoi soldi se li rivedi, li rivedi tra tre anni». A quel punto il titolare del compro oro decide di presentare una denuncia ai carabinieri. Nei confronti del cliente viene quindi ipotizzato il reato di appropriazione indebita per aver trattenuto una somma ricevuta per errore.
La situazione
Il fascicolo, seguito dal pm Alberto Palermo della procura di Pavia, è stato inizialmente archiviato. Secondo il magistrato, la vicenda sarebbe riconducibile più a una questione civile legata alle clausole contrattuali e ai rapporti tra le parti che a un vero e proprio reato penale. Una lettura che non ha convinto la difesa del commerciante pavese, un uomo di 45 anni assistito dall’avvocato Maurizio Sorisi. Il legale ha infatti presentato opposizione alla richiesta di archiviazione. Sarà ora il giudice per le indagini preliminari Luigi Riganti a dover valutare il caso.
