La lezione di Bocelli, doccia gelata sulla sinistra del No: voto Sì al referendum nel nome di Falcone e di chi ama la Costituzione
Col referendum alle porte, Andrea Bocelli si schiera e annuncia che voterà Sì. Una scelta di campo, un voto di coscienza, il verdetto personale di un grande della cultura italiana che spiazza la sinistra e il fronte del No che si arrampica ai soliti noti per sponsorizzare immobilismo e consolidare lo status quo. E in un’intervista a Il Giornale spiega e argomenta convintamente perché. Asserendo tra l’altro: «Il rischio è che il voto si basi su simpatie o antipatie politiche. Pur essendo laureato in legge, io stesso non mi sento in grado di esprimere un giudizio serio e consapevole. Per questo mi affido al parere di giuristi di valore che hanno affrontato l’argomento con competenza e onestà intellettuale come Giovanni Falcone e Antonio Di Pietro». Sottolineando: «Invito a riflettere sulle loro posizioni: sicuramente offrono un punto di riferimento autorevole e rispettato».
E in calce al suo ragionamento, la pietra angolare di una scelta che rivendica con garbo e fermezza: «Il correntismo è l’unico vero nemico della Costituzione. Chi la ama veramente vota Sì». Il punto sollevato dal Maestro è centrale allora: la giustizia non è una questione di simpatie partitiche. Bocelli denuncia il rischio che il voto si riduca a una tifoseria, ignorando che la separazione delle carriere è un atto di civiltà giuridica invocato dai più autorevoli giuristi. Pertanto, mentre il fronte del “No” trasforma la Costituzione in un feticcio immobile, Bocelli ricorda che amarla davvero significa depurarla dalle scorie del correntismo, definito «l’unico vero nemico» della Carta.
Referendum, Andrea Bocelli si schiera per il Sì: «Seguo le lezioni di Falcone e Di Pietro»
Un colpo assestato in punta di fioretto, ma con la potenza di una sciabolata, quello di Andrea Bocelli che in un’intervista a Paolo Giordano sul quotidiano milanese prende posizione sul prossimo referendum sulla Giustizia. E si schiera per il Sì: «A differenza di chi radicalizza lo scontro da persona perbene dico che votare Sì aiuterà a migliorare la Giustizia», asserisce nel corso della conversazione giornalistica, che è anche l’occasione per celebrare i 30 anni di Romanza, l’album che lo ha consacrato sulla scena mondiale.
Un anniversario per cui il tenore ha annunciato alcuni concerti in Italia in location d’eccezione, tra cui il Teatro del Silenzio nella sua Lajatico. E Piazza San Marco a Venezia, commentando: «Sono luoghi che parlano da soli. E la musica che vi porteremo dovrà essere all’altezza di tanta bellezza». Dimostrando che la bellezza e la cultura non sono solo arie d’opera: ma anche il coraggio di scegliere la trasparenza.
Bocelli vota Sì: le sue argomentazioni una doccia gelata per Mimmo Lucano (e non solo)
Dunque, il tenore non usa slogan incendiari o frasi a effetto per stupire con effetti digitali e virtuosismi dialettici. Ma si affida all’esempio un pilastro della legalità come Falcone. E a un esperto di tribunali come Di Pietro. Nomi, simboli, che la sinistra cita spesso a sproposito. Una dichiarazione, quella di Bocelli, che suona come una doccia gelata per chi, come Mimmo Lucano, ammette candidamente di votare “No” solo per fare un dispetto al governo Meloni, pur dichiarandosi vittima di quegli stessi ingranaggi giudiziari che la riforma vorrebbe scardinare.
L’Italia del talento contro l’Italia che frena
L’intervista è anche un ritratto impietoso delle due anime del Paese. Da un lato quello che tutti amano: «C’è un’Italia che il mondo ammira e rispetta: quella dei grandi talenti, delle menti che hanno cambiato la storia. Penso a Federico Faggin, l’inventore del microchip, della Ram, del touch screen. Di fronte a certi italiani il mondo si toglie il cappello. Ma c’è anche un’altra Italia, quella che frena, che ostacola, che ostruisce. L’Italia burocratizzata. È l’Italia che non piace fuori dai nostri confini. E, forse, spesso non piace nemmeno dentro»… Messa in questi termini, dunque, la riforma della Giustizia risuona come il banco di prova per capire quale di queste due Italie avrà la meglio…
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