Trump apre alla fine delle ostilità in Medio Oriente ma raid e missili continuano senza tregua
Le tensioni in Medio Oriente restano elevate mentre emergono i primi segnali di una possibile de-escalation sul fronte tra Stati Uniti e Iran. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato di stare valutando una progressiva riduzione delle operazioni militari contro Teheran, affermando che Washington sarebbe “molto vicina al raggiungimento dei propri obiettivi”. Il messaggio, pubblicato sulla piattaforma Truth Social, rappresenta finora l’indicazione più chiara di una possibile fine delle ostilità iniziate circa tre settimane fa.
Nonostante queste aperture, il conflitto continua a registrare nuovi sviluppi sul campo. Israele ha lanciato nelle prime ore di sabato attacchi mirati contro obiettivi del regime a Teheran e contro postazioni di Hezbollah nella periferia meridionale di Beirut, in Libano. Le operazioni arrivano dopo una nuova ondata di attacchi iraniani condotti con droni e missili contro il territorio israeliano, a conferma di un’escalation che coinvolge più fronti regionali.
Nel frattempo, Washington ha adottato misure temporanee per contenere le ricadute economiche della crisi. Il Dipartimento del Tesoro ha infatti alleggerito alcune sanzioni sulle esportazioni petrolifere iraniane, autorizzando la consegna e la vendita di greggio caricato prima del 20 marzo fino al 19 aprile. Si tratta della terza deroga concessa in circa due settimane, con l’obiettivo di mitigare l’impatto sulle forniture globali di energia.
Sul piano militare, fonti statunitensi citate da media internazionali riferiscono che l’Iran avrebbe lanciato due missili balistici a medio raggio contro la base congiunta USA-Regno Unito di Diego Garcia, nell’Oceano Indiano. Nessuno dei due ordigni ha colpito il bersaglio: uno sarebbe fallito in volo, mentre l’altro sarebbe stato intercettato da una nave da guerra americana con un sistema antimissile SM-3. Non è stato chiarito il momento esatto del lancio.
A complicare ulteriormente il quadro, le forze armate iraniane hanno lanciato un avvertimento agli Emirati Arabi Uniti, invitandoli a non consentire attacchi dal proprio territorio contro le isole contese di Abu Musa e Greater Tunb, situate nel Golfo Persico in prossimità dello stretto di Hormuz, area strategica per il traffico energetico mondiale.
Il conflitto resta quindi in una fase fluida e altamente instabile: da un lato si intravedono segnali di possibile allentamento della pressione militare statunitense, dall’altro continuano operazioni e minacce incrociate che mantengono alta la tensione in tutta la regione.
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