Scene da un passato coloniale riemerso tra i ricordi di famiglia
Il colore del nome (Solferino, pp. 288, euro 17,50) il notevole libro di Vittorio Longhi, giornalista italo-eritreo di diritti umani e questioni internazionali del New York Times, è un ibrido riuscito, una avvincente narrazione a matrioska che mette insieme memoir autobiografico e di formazione, romanzo storico famigliare e reportage giornalistico in un arco temporale che va dal settembre 2012 all’aprile del 2014, quando l’autore è in viaggio per lavoro tra Amman, Bruxelles, Il Cairo e Lampedusa, dove arriva dopo il … Continua
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