Vaccini Covid, le prenotazioni per i quarantenni aprono lunedì 17 in Friuli Venezia Giulia
TRIESTE Si allarga la campagna vaccinale. Ieri è arrivato il via libera dalla struttura commissariale alle Regioni per aprire già da lunedì 17 maggio le agende di prenotazione per i quarantenni (fino ai nati nel 1981).
LA FASCIA 40-49 ANNI
Anche la Regione Friuli Venezia Giulia si prepara dunque ad aprire lunedì prossimo le agende per gli over 40: si tratta della fascia che va dai 40 ai 49 anni. Le modalità definitive verranno rese note ufficialmente a breve, ma i canali di prenotazione non cambieranno: call center, Cup, farmacie e webapp per l’appuntamento online. I vaccini saranno Pfizer o Moderna. «Io lo farò immediatamente» ha subito annunciato il governatore Massimiliano Fedriga (classe 1980). Quanto alla platea, la fascia 40-49 conta poco più di 170 mila abitanti, ma andranno sottratti coloro che hanno aderito alla campagna perchè appartenenti a categorie già vaccinabili (scuola, forze dell’ordine, soggetti con patologie croniche o vulnerabili). Intanto il vicegovernatore Riccardo Riccardi, a proposito della fascia 50-59, ha comunicato che per prenotare non è più necessario aver compiuto 50 anni, ma basta essere nati nel 1971. Inoltre, sono in arrivo per i richiami fino a 30 mila dosi in più di AstraZeneca.
CONTAGI IN PICCHIATA
Dopo aver toccato due giorni fa quota 50, la soglia della zona bianca, ieri l’incidenza del contagio in Friuli Venezia Giulia è scesa ulteriormente. Con i 75 casi di coronavirus registrati sulle 24 ore, negli ultimi sette giorni si sono contati 42 positivi ogni 100.000 abitanti. Si tratta del dato più basso dopo quello del Molise (41), con la Sardegna a 45 in un contesto nazionale di 102/100.000. A metà marzo, in piena terza ondata, il Fvg segnava incidenze tra i 400 e i 450 casi settimanali ogni 100.000 abitanti. La campagna di vaccinazione ha evidentemente avuto un effetto chiave nel rallentamento del contagio e la situazione, ormai da settimane, sta migliorando costantemente in tutti i territori. Più lentamente a Trieste, dove l’incidenza è ora a 70/100.000, mentre Udine, con 27/100.000, è a un passo da Pescara (26), la provincia con la minore diffusione settimanale del virus. Gorizia a 44 e Pordenone a 43 hanno a loro volta numeri da zona bianca.
LA QUESTIONE RT e i ricoveri
Il parametro dell’incidenza, aggiornato quotidianamente, è sempre stato predittivo dell’Rt, l’indice di contagio utilizzato dalla cabina di regia nazionale per indirizzare le scelte politiche sui colori delle regioni. Il ritardo della fotografia dell’Rt è però da giorni nel mirino di Fedriga. Il presidente del Fvg, nel ruolo di guida della Conferenza delle Regioni, ieri ha rilanciato sull’opportunità di nuovi parametri, a partire dall’incidenza legata al numero dei tamponi. Ma che la situazione in regione sia in deciso miglioramento lo conferma anche il report dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) sulla situazione dei posti letto. Con l’aggiornamento sulle 24 ore – 18 pazienti Covid in terapia intensiva, 120 nelle aree mediche – il Fvg conta 138 ricoveri causa pandemia, valore più basso dal 25 ottobre. La percentuale di occupazione è del 10% nelle terapie intensive (soglia di sicurezza al 30%), solo Bolzano fa meglio con il 6%. Nei reparti (soglia di sicurezza al 40%) siamo al 9%, come la Provincia di Trento, con Bolzano al 6% e Valle d’Aosta all’8%.
il virus circola meno
All’ingiù anche i dati sui decessi. Ieri ne sono stati registrati 6, di cui 2 pregressi. Il totale da inizio emergenza è di 3.572, di cui 799 a Trieste e 291 a Gorizia. Negli ultimi sette giorni in Fvg sono morte 29 persone con diagnosi Covid, vale a dire 2,4 ogni 100.000 abitanti. Dopo essere stata a lungo in testa in questa amara classifica, la nostra regione ha ora un’incidenza nella media nazionale. Il virus circola ancora, ma a una velocità assai ridotta rispetto alle scorse settimane. Lo conferma anche il rapporto tra positivi e tamponi. Ieri si è scesi allo 0,93% considerando l’insieme dei controlli (8.094) che comprende anche i test di verifica sui già positivi. Più significativo il 4,12% sui casi testati, cioè sulle persone sottoposte per la prima volta al tampone. Nei momenti più duri della seconda e della terza ondata si saliva perfino al 50%: un positivo ogni due test.
