Prostitute, droga e rifiuti abbandonati: il Comune chiude una strada di Udine
UDINE. Più di metà di via Milazzo, laterale di via Marsala, da mercoledì 12 maggio, è chiusa al traffico. Non soltanto non possono più transitare le auto, ma è vietata anche la sosta. Il motivo è riassunto nell’ordinanza firmata dal comandante della polizia locale Eros Del Longo: «Il sito, essendo a fondo cieco e scarsamente illuminato, diventa ricettacolo di abbandoni di rifiuti e di frequentazioni ambigue».
Una decisione drastica, ma a quanto pare attesa dai residenti della via, che da anni convivono con l’inciviltà delle persone, e con la delinquenza. La parte finale di via Milazzo porta al vecchio ingresso delle acciaierie Safau: un tratto di strada lungo qualche centinaia di metri, poco illuminato, che la notte, spesso, diventata terra di nessuno. C’era chi arrivava con auto e furgoni e scaraventava al di là della recinzione sacchi e rifiuti di ogni genere, chi si appartava dopo aver caricato in auto una prostituta incontrata in Borgo Stazione, chi ancora utilizzava questo spazio per fare uso di sostanze stupefacenti.
Per fermare il degrado in corso, su sollecitazione dei residenti, il Comune – in accordo con la proprietà dell’ex Safau, la Rizzani de Eccher –, ha istituito un divieto di sosta tra il civico 7 e le ex acciaierie, vietando anche il transito veicolare e pedonale. Contestualmente, il comando della polizia locale, ha autorizzato «il posizionamento di una struttura tipo “recinzione” a barriera del tratto di strada indicato al fine di impedire fisicamente l’accesso».
La proprietà dell’area, in questi giorni, ha provveduto a eliminare la vecchia recinzione che sorgeva accanto alla strada, posizionandone una nuova e ripulendo l’area. «Da tempo questa porzione di via era frequentato da balordi – commenta Aldo Segale, da trent’anni residente nella via –. Diciamo che c’era un traffico non controllato di personaggi poco raccomandabili. Nelle scorse settimane c’è stato un sopralluogo da parte di Comune e proprietà dell’area, che ha portato alla decisione di chiudere un tratto di strada mettendola in sicurezza e ripulendola dalle immondizie accumulatesi nel tempo».
Nella zona interdetta sono presenti anche delle telecamere di sorveglianza, come rivelano i cartelli di avviso posizionati dal Comune. «L’intervento – aggiunge Segale – è arrivato nel momento giusto, visto che domenica l’ex Safau sarà visitabile nell’ambito delle giornate del Fai».
Segale, la cui proprietà confina con quella abbandonata dell’ex acciaieria, ha segnalato lo stato di degrado venutosi a creare, che stava avendo ripercussioni dirette anche per il giardino della sua abitazione, sempre più spesso invaso dai ratti. «Ho letto del progetto Udine 2050 – conclude –. Credo che sarebbe ora di ridare una nuova destinazione a quest’area, anche con la creazione di un parcheggio, in modo da rivitalizzare il rione Gervasutta, che negli ultimi anni è in sofferenza».
Dello stesso avviso un altro residente storico di via Milazzo, Michele Morassi: «La zona era abbandonata da anni e succedeva un po’ di tutto. Sentivamo il bisogno di un intervento di questo tipo. Ringrazio il Comune e la sua polizia ambientale per aver assecondato le nostre richieste, oltre, ovviamente, alla proprietà dell’area ex Safau», chiude Morassi.
