Venezia, il sogna Serie A continua: il Chievo cade 3-2 ai supplementari
VENEZIA. Nel diluvio del Penzo la spunta il Venezia, che va a sfidare il Lecce nelle semifinali playoff per la promozione in Serie A. Un derby veneto spettacolare (5-2), in cui è successo davvero di tutto. Probabilmente la più bella partita vista a Sant'Elena in questa stagione, tra due squadre che non si sono risparmiate, hanno messo in campo cuore e polmoni per 120'.
Il primo tempo inizia subito su ritmi elevatissimi. Piove a dirotto ma i giocatori in campo non sembrano accorgersene. Gli arancioneroverdi non sono squadra da gestione del risultato, vogliono vincere e affondano subito. E' il 5' quando Taugordeau serve in area Forte, controllo approssimativo, la palla sfila sul piede di Rigione che di tacco serve involontariamente Aramu, attaccante che tira cadendo e segna. Tocca al Var: Di Paolo e l'arbitro Sozza discutono per quasi 3'. Succede che Aramu, sul passaggio di Taugordeau a Forte, è in fuorigioco, ma quando riceve palla da Rigione è tenuto in gioco da Mogos, mentre Vaisanen lo tira a terra per la maglia. L'annullamento del gol deriva dall'involontarietà del tocco di Rigione, ma l'episodio farà discutere. Fatto sta che alla ripresa del gioco il Chievo si defila sulla destra, Canotto sfugge a un pessimo Ricci e centra, Taugordeau intercetta con una mano ed è rigore, nulla da dire. Al 10' Garritano sigla il vantaggio, con il pallone intercettato da Maenpaa, ma la pioggia lo fa slittare tra i suoi guanti e finisce in fondo alla rete.
Da questa situazione ne nasce un confronto accesissimo in campo. Il Venezia sposta il baricentro, alza la difesa e si apre al contropiede avversario. I clivensi si difendono molto bene, concedono qualche spazio sui cross, ma in area dominano. Solo Forte sfiora il palo di testa. Le altre opportunità arrivano su palla inattiva, ma Semper la passa liscia. Il Chievo prova a sfruttare ogni minimo spazio, Aglietti ha delle autentiche frecce nella sua faretra, e Canotto al 27' si fa 70 metri sfuggendo ai centrali lagunari, per poi graziare Maenpaa con palla a lato. Tutto molto bello. C'è ritmo, ci si diverte in tribuna, ma al Venezia manca sempre qualcosa.
La ripresa si apre con Zanetti che toglie Ricci per Felicioli per dare più sicurezza sulla sinistra e fermare le folate di Canotto e Mogos. Ma è il Chievo a spingere ancora. Proprio Canotto libera in velocità Bertagnoli, destro secco e il palo salva Maenpaa. Non c'è un attimo di respiro, Zanetti incita i suoi, li comanda a bacchetta dalla panchina, toglie Crnigoj _ ammonito e poco incisivo _ per inserire Johnsen. E al 15' un cross tagliato di Aramu viene intercettato da Bertagnoli ed è autogol. Un 1-1 meritatissimo che getta benzina sulla gara.
I veronesi hanno un solo risultato disponibile e attaccano a testa bassa, con il Venezia non sta a guardare. Le squadre si allungano e per fortuna che il manto erboso tiene sotto la pioggia. Fioccano le occasioni da ambo le parti, con Johnsen che spreca un sei contro due peccando di egoismo. Con l'agonismo che sale a livelli esponenziali, da un errore di Mazzocchi nasce una punizione dalla quale Margiotta centra la traversa. I pochi presenti al Penzo strabuzzano gli occhi e applaudono.
L'1-1 al 90' non qualifica nessuno, si deve giocare ancora mezzora. I cambi rendono più offensivo il Chievo. E' un botta e risposta continuo e al 103' Ferrarini stende ingenuamente Di Gaudio in area. Secondo rigore, e gol stavolta di Mogos. Ma al minuto 107' segna Maleh, poi tocca a Johnsen, con Forte che sbaglia un rigore allo scadere. A esultare è il Venezia che vola in semifinale.
