I medici di famiglia pronti a vaccinare i sessantenni
VIAREGGIO. La disponibilità c’è, anche se dovranno essere evitati i pasticci fatti sugli anziani ultraottantenni. Il precedente, in effetti, non incoraggia: eppure tra i medici di famiglia e la Regione (e l’Asl) è ripartita una trattativa sulle vaccinazioni anti-Covid.
L’idea, secondo quanto afferma Alessandro Squillace che dei medici di base è il referente versiliese, è dare una mano sui vaccini ai sessantenni. Anche perché, come è ovvio visto che sono partiti dopo, è questa la fascia d’età più indietro: al momento la copertura vaccinale dei sessantenni versiliesi è del 25 per cento
«Probabilmente, e dico probabilmente perché l’accordo va ancora trovato – spiega Squillace – forniremo il nostro supporto per completare gli over 60. Successivamente potremo intervenire anche su chi ha meno di sessant’anni». I medici di famiglia potrebbero garantire 25 dosi a testa a settimana, il che fa un totale per la Versilia di circa 2.500 dosi somministrate. «Non mi sembra poco – aggiunge Squillace – Sappiamo che il centro vaccinale del Terminetto viaggia ormai sui 1.000 vaccini al giorno. Il nostro contributo potrebbe alleviare un po’ di pressione su questa struttura, che abbiamo visto anche in questi giorni essere presa d’assalto. Voglio precisare, infatti, che il nostro lavoro avverrebbe in parallelo con i centri vaccinali dedicati, e senza chiamata diretta da parte nostra». In pratica, secondo i medici di base le prenotazioni dovrebbero comunque rimanere sul portale regionale. Dove inserire, assieme ai centri vaccinali, gli ambulatori dei medici di base che aderiscono alla campagna. A quel punto l’utente cliccherebbe direttamente lì per prendere l’appuntamento. Secondo i professionisti non dovrebbe essere un problema tecnico di particolare rilevanza inserire queste ulteriori sedi vaccinali.
Quello che lascia un po’ perplessi i medici di base è l’indicazione fornita dal commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo sulle farmacie. Che sono state definite un ulteriore canale parallelo per velocizzare le vaccinazioni. La considerazione di Squillace è questa: «Prima di fare il vaccino – dice – bisogna che ci sia una visita medica, la cosiddetta visita anamnestica, in cui il professionista valuta l’opportunità o meno di fare il vaccino. Se, cioè, ci siano controindicazioni per il paziente. Non solo: il medico capisce quale sia il vaccino maggiormente indicato per il paziente. Dopo aver iniettato il farmaco lo stesso medico deve essere disponibile per monitorare eventuali reazioni nel paziente. Sarò sincero: faccio fatica a capire come queste procedure possano essere garantite in farmacia». Infine, uno sguardo alla situazione della pandemia in Versilia: «Confermo un miglioramento evidente – conclude Squillace – Auguriamoci di procedere ancora meglio sulle vaccinazioni in modo da chiudere l’emergenza». —
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