Processo Freddi, il geologo: «Non fu il colorificio a inquinare la falda»
MANTOVA. «Il colorificio Freddi non è responsabile dell’inquinamento della falda». A questa conclusione è arrivato il geologo incaricato dall’azienda di redigere una perizia sulle condizioni ambientali dell’area produttiva nel corso degli anni. Lo studio, commissionato dall’Arpa all’università Bicocca di Milano, è stato presentato giovedì in aula durante il processo che vede sul banco degli imputati Franco Bondi e Renzo Lui, dirigenti del colorificio Freddi di Virgiliana che, insieme alla società, devono rispondere alle accuse di omessa bonifica e inquinamento ambientale.
I campioni d’acqua prelevati all’interno dello stabilimento presentavano elevate concentrazioni di veleni, in particolare composti clorurati, organici aromatici e idrocarburi. Lo studio ha approfondito l’andamento della falda sotto i laghi e ha accertato che, a seconda del periodo storico, si sposta da nord-ovest a sud-est e viceversa. Il colorificio Freddi si trova tra il canale Diversivo e i laghi. Quando il Diversivo è asciutto richiama le acque del lago per soli trenta centimetri al giorno – ha spiegato il consulente – ma quando è pieno le sposta in senso opposto di un metro al giorno, con tutti gli inquinanti provenienti dalle altre aziende dell’area industriale. Uno studio del Comune, a tal proposito, avrebbe rilevato già dal 2019 che dalla Freddi non esiste una fonte attiva di inquinamento. La prossima udienza è stata fissata per luglio.
