Grado, prime contrarietà al taglio dei 52 pini alla Schiusa
/GRADO Tra le soluzioni per eliminare i danni causati dalle radici lungo riva Sant’Andrea c’è anche quella del taglio dei pini per sostituirli con piante che non causino i medesimi problemi. Un’ipotesi della quale il Consorzio Grado Turismo non vuole nemmeno pensare.
Quella del Consorzio Grado Turismo è la prima presa di posizione su questa vicenda che non mancherà di far parlare, anche in futuro, poiché una decisione dovrà essere adottata a breve dalla maggioranza che governa la città.
Ovviamente, quando si fa riferimento al taglio di alberi, non mancano i commenti, le proposte e le più svariate opinioni sui social.
«Non si possono tagliare alberi sani e in piena vegetazione – afferma in ogni caso il presidente del Consorzio Grado Turismo, Thomas Soyer –. Oggi si trovano sicuramente delle soluzioni alternative».
Per sostenere questa tesi il Consorzio prende a esempio alcune frasi di una canzone composta da gruppo folk tedesco che sono particolarmente sentite e seguite nel Nord Europa ma soprattutto nel Nord America. Il brano riporta il pensiero e la profezia dei Cree, i nativi americani che occupavano aree che dal Manitoba si spostavano fino alla Baia di Hudson. Frasi utilizzate anche da gruppi ambientalisti.
Soyer evidenzia i passaggi in questione: "Solo dopo che l'ultimo albero sarà stato abbattuto / Solo dopo che l'ultimo fiume sarà stato avvelenato / Solo dopo che l'ultimo pesce sarà stato pescato / Allora scoprirai che il denaro non può essere mangiato".
Sul tema dei pini della Schiusa interviene anche l’associazione “Noi Cittadini” di Grado. «Riguardo al problema delle gibbosità stradali determinate dalle radici dei pini di Riva Sant’Andrea dell’Isola della Schiusa - affermano i componenti del sodalizio -, un’ulteriore proposta, da verificare tecnicamente, potrebbe essere costituita dal rialzo di tutta la strada alla quota del marciapiede».
È quindi questo il suggerimento prospettato da “Noi Cittadini” nell’argomentare che i cinquantadue alberi di pino marittimo, sono effettivamente belli e costituiscono un pregevole paesaggio ma esiste, però, il problema di non poco conto relativo alle radici che hanno creato pericolosi rialzi del manto stradale, rendendo la strada poco praticabile, nonché i marciapiedi dell’area, i quali oltre a risultare vecchi e dissestati, non sono a norma.
«Vista la considerevole spesa che si dovrà affrontare per la sistemazione dell’apparato radicale dei pini o per la sostituzione di tutte le alberature dell’area – proseguono dunque quelli di “Noi Cittadini” -, sarebbe da valutare anche l’ipotesi di rialzare tutta la strada in quota marciapiede, mediante appositi materiali, in modo da risolvere il problema delle radici dei pini, potendo così garantire una funzionale percorribilità della riva e sistemare al meglio la pedonalità assieme ai parcheggi dell’area».
