Federalberghi: «Pochi stagionali? Facciamo corsi per i profughi»
La stagione estiva, negli alberghi delle Dolomiti, non si è ancora conclusa. Ma Walter De Cassan, presidente provinciale di Federalberghi, prima ha incontrato con il suo direttivo il parlamentare di Fdi Luca De Carlo e poi è corso a Roma per sollevare, in sede di associazione, tutta una serie di problemi. Iniziando dal più urgente: la carenza di personale. Anche per il prossimo inverno ci sarà la necessità di contrattualizzare almeno 600 collaboratori. Stagionali, evidentemente. Che in gran parte mancano.
Profughi in formazione
Qual è, dunque, l’idea di De Cassan e degli altri dirigenti del Direttivo? Che tra i profughi in arrivo – ovviamente tra i richiedenti asilo politico – vengano selezionati coloro che sono disponibili a sottoporsi a un programma di formazione nel campo della ricettività. Anzitutto di conoscenza della lingua e poi delle attività da svolgere.
«Che senso ha», afferma il presidente, «trattenere per 18 mesi questi giovani in un Cpr solo a oziare, in attesa che si chiarisca la loro posizione? Perchè non si trasforma un problema in opportunità?».
De Cassan pensa alle “fatiche” che gli operatori fanno ogni anno per agganciarsi ai Flussi migratori autorizzati di volta in volta, con il personale che arriva col contagocce. L’inverno scorso a Cortina come in altre località è accaduto che degli alberghi abbiano dovuto rinunciare alla cucina e quindi alla ristorazione. E che ristoranti e pizzeria siano stati costretti a dimezzare le prestazioni.
Olimpiadi
Il presidente De Cassan ha sottoposto al senatore De Carlo la necessità urgente di risorse statali, a supporto di quelle gestite dalla Regione a valere sui fondi europei, per la riqualificazione dell’offerta ricettiva in ottica Olimpiadi Milano Cortina 2026.
«I tempi stringono e la specialità dell’evento merita una strategia speciale anche di supporto alle imprese turistiche e agli alberghi bellunesi che già in fase di candidatura avevano sposato il progetto con entusiasmo, speranza e grande partecipazione».
Affitti turistici
È stato poi affrontato il tema degli “affitti brevi” per il quale – ha sottolineato il Direttivo di Federalberghi – serve una seria regolamentazione nazionale che riporti equilibrio in termini di concorrenzialità all’interno di un medesimo mercato; una partita che si sta giocando sullo stesso campo ma con regole diametralmente opposte.
«È indubbio, ad esempio, che la fiscalità per gli esercizi alberghieri sia ben diversa, molto più severa, di quella degli affittacamere o di chi ricorre ai cosiddetti affiti turistici. Il sommerso, in questo caso, è molto esteso e svolge una concorrenza slealissima». Per De Cassan non ci sono dubbi: le Dolomiti rischiano di diventare un’altra Venezia, da questo punto di vista. Eppure non dovrebbe essere difficile varare qualche piccolo norma di legge.
Imposta di soggiorno
Sul fronte dell’imposta di soggiorno il Direttivo di Federalberghi Belluno ha chiesto al senatore un aiuto affinché non via siano sovrapposizioni su obblighi dichiarativi riferiti agli stessi dati che oggi le imprese turistiche devono inviare in varie modalità tanto agli enti locali quanto all’Agenzia delle entrate. Necessaria una semplificazione.
«Non è possibile che l’Agenzia delle Entrate ci chieda una precisa documentazione e la stessa venga pretesa anche dai Comuni, facendoci lavorare il doppio. Non possono interloquire fra loro scambiandosi gli incartamenti?», si chiede De Cassan.
Credito d'Imposta
A De Carlo sono state illustrate alcune criticità tecniche e procedurali che preoccupano le imprese turistiche beneficiarie del credito d’imposta 80% in relazione alla concreta fruibilità dello stesso; un problema importante in relazione al quale si è chiesto a De Carlo un intervento presso il Ministero del Turismo.
