Tanta pioggia ad agosto ma il livello dei laghi cala per il piano anti-alluvioni
Davvero tanta acqua è caduta nel mese di agosto. Nei primi 15 giorni di settembre le precipitazioni sono state, invece, “al risparmio”. Prendiamo come riferimento il Cadore, l’Ampezzano e il Comelico: ad agosto sono scesi tra i 226 e i 255 millimetri, più del doppio della media del Veneto; nei primi 15 giorni di settembre, invece, sono caduti dai 49 ai 60 mm, tra un quinto e un sesto degli apporti attesi.
Nel frattempo, i laghi stanno riducendo notevolmente il volume. Il motivo? Ce lo spiega Alberto Peterle, sindaco di Alpago. «Nel caso del nostro lago di Santa Croce, da metà settembre l’Enel ha cominciato a calare il livello delle acque per rispettare le norme di attuazione del Piano di gestione del rischio alluvioni, che indicano la necessità di mantenere prefissati livelli di salvaguardia».
Da pochi giorni, precisamente da metà settembre, l’invaso è sceso a 381 metri di quota, contro i 384 della cosiddetta “quota turistica”. «Se fossimo dotati della condotta scolmatrice», fa presente il sindaco, «non avremmo bisogno di queste operazioni, perché in caso di emergenza potremmo provvedere alla laminazione in tempo reale».
Nei progetti Pnrr della Regione il “tubone” c’è, con annesso investimento da 20 milioni, ma pare che lo stesso progetto sia rimasto in chissà quali cassetti. «Eppure», confida il sindaco, «lo attendiamo con insistenza».
Ma vediamo come si presenta la situazione a oggi, dopo che sono entrate in vigore le Norme di attuazione del vigente Piano di gestione del rischio alluvioni che indicano la necessità di mantenere prefissati livelli di salvaguardia nei principali invasi (Pieve di Cadore, Santa Croce, Mis, Corlo), allo scopo di consentire un’opportuna moderazione (laminazione) delle piene.
Nei principali serbatoi del bacino del Piave - da Pieve di Cadore a Santa Croce, al Mis -, dopo il lieve incremento dei volumi a fine agosto, è proseguito il rapido calo dei volumi complessivamente invasati. «Il volume totale al giorno 15 settembre», fa sapere l’Arpav, «è di 94,1 milioni di metri cubi (-28,4 Mm3 dalla fine di agosto), pari al 56% di riempimento, comunque decisamente superiore all’anno scorso (+20.1 Mm3 ) e tre volte superiore al 2003». Sul serbatoio del Corlo (Brenta) il volume prosegue con deciso calo, con un valore al giorno 15 settembre di 9.5 Mm3 (-12.3 Mm3 dalla fine di agosto), pari ad un riempimento del 25%, circa la metà rispetto alla media del periodo.
La prima metà di settembre è stata, nelle Dolomiti in quota, la più calda almeno dal 1991, superando lo stesso periodo del 2006, e dal 7 al giorno al 12 sono stati osservati i valori massimi assoluti dal 1991. Successivamente, le temperature sono calate.
