Fdi: «Allo stadio “Rocco” Rossi ha voluto fare da solo. Insieme a Lodi avrebbe evitato i problemi»
TRIESTE «Rossi ha voluto gestire gli interventi post-Måneskin in piena autonomia». Ma, «se Lodi fosse stata coinvolta fin da subito, si sarebbero potute evitare le problematiche che ora stiamo risolvendo». Fratelli d’Italia, attraverso il capogruppo in Consiglio comunale Marcelo Medau, rilancia il dibattito sul caso “Rocco” e alza pubblicamente il tiro contro Giorgio Rossi, il fidatissimo uomo di giunta del sindaco Roberto Dipiazza. Ha avuto in effetti una prevedibile eco politica l’intervento dello stesso assessore a Cultura e Sport in occasione della Commissione Trasparenza convocata martedì da Alberto Pasino di Punto Franco sul tema della rizollatura dello stadio. Rossi aveva sostenuto, in quella sede ufficiale, che il suo Assessorato si occupa per l’appunto solamente di tematiche sportive e culturali, «mentre la gestione degli impianti sportivi è di pertinenza dell’Assessorato ai Lavori pubblici». Chiamata in causa, la delegata di giunta per i Lavori pubblici Elisa Lodi non ha voluto replicare. Lo fa invece, evidentemente per lei e per conto del loro partito, il capogruppo di Fdi Medau: «L’assessore Rossi ci ha confermato che ha voluto gestire lui gli interventi post-concerto in piena autonomia senza coinvolgere i Lavori pubblici. Vista la sua profonda esperienza non vi erano dubbi che potesse sistemare e riconsegnare a cose fatte il campo alla collega Lodi. Riteniamo però che se quest’ultima fosse stata coinvolta fin da subito si sarebbero potute evitare le problematiche che, al netto delle dichiarazioni di Rossi, stiamo risolvendo». Il caso “Rocco”, insomma, tiene ancora sulle corde la maggioranza, anche se il capigruppo di Fi Alberto Polacco invita a guardare avanti: «Per il futuro quest’episodio deve fungere da sprone a continuare a fare i grandi eventi al “Rocco” tenendo conto al contempo delle esigenze e del calendario della Triestina». Guardare avanti è pure il motto d’ordine adottato in Municipio dalla Lega, il cui capogruppo Stefano Bernobich ritiene come «in futuro sarà necessario coordinare l’organizzazione degli eventi e quella sportiva all’interno dello stesso contenitore».
L’opposizione intanto affonda il coltello. Secondo Riccardo Laterza (At) «il rimpallo di responsabilità tra Lodi e Rossi assomiglia alla peggiore melina che si può vedere sui campi di calcio. Un atteggiamento che non fa affatto ben sperare sulla futura capacità di questa amministrazione di conciliare attività sportive e musicali, senza che le seconde danneggino le prime. A tal proposito com’è possibile che si stiano già vendendo i biglietti di concerti calendarizzati in piena fase play-off per i quali, a quanto dice Lodi, non è stato ancora deliberato niente in giunta?». Per Giovanni Barbo (Pd), invece, «la responsabilità è unicamente di Lodi. È vero che Rossi ha affidato i lavori di rizollatura alla ditta esterna, ma la verifica su come veniva eseguito il lavoro era di competenza all’Assessorato all’Impiantistica. Il caso Rossi è diventato così il pretesto per attaccare chi, su alcuni temi come le email sull’ex Fiera, Euros & Promos e adesso il “Rocco”, ha detto le cose come stanno. Grave inoltre mettere un aut-aut fra partite della Triestina e grandi eventi, le due cose possono coesistere come succede in tutte le altre città europee». Anche per Paolo Altin (Pf) «risulta evidente che la questione è di competenza dei Lavori pubblici e solo in minima parte dell’assessore Rossi. Che si è ritrovato nell’occhio del ciclone senza sottrarsi al dibattito»
