Jesolo, irruzione negli hotel degli sbandati. Quattro fermati, un rimpatrio
Nelle prime ore della mattinata gli uomini della polizia di Stato, dei carabinieri e della polizia locale di Jesolo hanno fatto irruzione congiunta presso l’Hotel Colorado e l’Hotel Tritone.
I due immobili, da tempo inutilizzati, erano diventati ricettacolo di sbandati e senzatetto, i quali vi trovavano rifugio all’interno, sollevando le proteste dei residenti, che da tempo invocavano un intervento risolutivo. Di recente la zona aveva registrato anche fatti di cronaca nera.
I proprietari, inoltre, avevano recentemente formalizzato denuncia in merito ai continui danneggiamenti subiti agli immobili ed agli arredi.
L’intervento di questa mattina ha consentito, dopo un’attenta verifica e bonifica di tutti i locali degli edifici, di fermare quattro persone che vi avevano appena trascorso la notte: un cittadino del Marocco e tre cittadini della Tunisia, di cui uno minorenne.
Gli occupanti sono stati accompagnati al commissariato di P.S. di Jesolo per il foto segnalamento e gli accertamenti sulla loro posizione di stranieri in Italia, il minorenne è stato poi accompagnato in una comunità per minori a San Stino di Livenza. Uno dei tre maggiorenni è stato destinatario di un provvedimento di espulsione dal territorio nazionale poiché irregolare mentre per un terzo soggetto si è proceduto alla notifica del provvedimento di diniego di riconoscimento di protezione internazionale.
Il quarto cittadino straniero, invece, è stato accompagnato al centro di rimpatrio di Ponte Galeria a Roma, dove vi rimarrà in attesa di essere rimpatriato.
A seguito di tale operazione, inoltre, la polizia locale di Jesolo, tramite l’autorità comunale, emetterà ordinanza urgente per fare chiudere ermeticamente, da parte dei proprietari degli hotel, i varchi di accesso agli stabili attualmente non utilizzati, per impedire ulteriori accessi clandestini che creano disagio per i residenti e per disincentivare la permanenza nel territorio comunale di soggetti irregolari che possano trarre sostentamento da attività illecite.
