Provedel, il portiere friulano che fa gol come un attaccante
“Ho copiato Immobile” – ha detto dopo la storica prodezza, ma si può tranquillamente affermare che, per certi aspetti, Ivan Provedel abbia interpretato se stesso. Perché il gol, i movimenti da centravanti, ce li ha nel sangue.
Il portiere della Lazio che segna in Champions League sul suono della sirena è un ex attaccante, cresciuto a Cecchini di Pasiano e diventato estremo difensore in provincia di Treviso, al Liapiave, passando anche per il vivaio dell’Udinese.
Storia e parabola di un ragazzo di 29 anni che, a fine estate 2020, era approdato allo Spezia per ricoprire il ruolo di terzo portiere e che ora al debutto in Coppa Campioni ha dato il pareggio alla sua squadra con l’Atletico Madrid.
LA PARABOLA
Non è stato un percorso scontato e lineare quello di Ivan, tutt’altro: tornanti e strade di montagna, se così si può dire, ha dovuto attraversare prima di toccare l’azzurro, quello della Lazio e quello della nazionale.
Gli inizi al Visinale, il club a un passo da casa sua; i pomeriggi passati a giocare nel cortile di casa sua con Andrea Buriola, suo amico di infanzia; le giovanili del Pordenone in cui giocava come centravanti e, nella testa, la fissa di voler diventare portiere. Nel 2010, grazie ad Angelo Trevisan, già allora responsabile del vivaio dell’Udinese, il passaggio tra i bianconeri.
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Avvenne poco dopo aver deciso di indossare i guantoni, dopo l’esperienza al Liapiave.
Il collegamento fu Michelangelo Mason, al tempo preparatore nel settore giovanile dei friulani.
Due anni al Friuli, dove però il club volle comprensibilmente puntare su Simone Scuffet e Alex Meret, più giovani di lui. Il pordenonese cambiò aria, stava per passare alla Sacilese, quando entrò in scena Maurizio Costanzi, allora responsabile del vivaio del Chievo.
Passò tra i gialloblù, l’Udinese mantenne il 50 per cento della sua proprietà prima di rinunciarvi del tutto quando si concretizzò il passaggio di Cyril Thereau dai veronesi all’Udinese (nel 2014).
LA CRESCITA
Provedel nel frattempo si laureò nel 2013 campione d’Italia Primavera con il Chievo di Nicolato, diventato poi ct dell’under 21. Iniziò il suo giro d’Italia tra C e B: Pisa, Perugia, Modena, Pro Vercelli e infine Empoli, con cui debuttò in serie A nel 2018-2019, annata coincisa con la retrocessione. In serie B i toscani non puntarono su di lui, lo girarono in prestito alla Juve Stabia – sempre tra i cadetti – con cui il 7 febbraio 2020 con l’Ascoli segnò il suo primo centro in carriera da portiere. La stagione coincise con la retrocessione delle Vespe in B. Ivan tornò all’Empoli che non credette in lui.
Di fatto a piedi, accettò la sfida dello Spezia. Non si è più fermato: ha approfittato degli infortuni di Zoet e Rafael, si è impossessato della maglia da titolare.
Protagonista delle salvezze in A dei bianconeri, ha guadagnato la Lazio. Un altro infortunio, a Maximiano, gli ha spalancato le porte della titolarità.
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