Castello e caserma pronti a passare dallo Stato al Comune di Gradisca
GRADISCA Un certo ottimismo a riguardo non era mai venuto meno, ma ora la rassicurazione è stata messa nero su bianco: castello e caserma Toti Bergamas di Gradisca figurano fra i 26 beni demaniali che lo Stato si impegnerà a trasferire alla Regione Friuli Venezia Giulia (e quest’ultima ai singoli Comuni).
La conferma è arrivata quando il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del Ministro per gli Affari Regionali Roberto Calderoli, il relativo schema di decreto legislativo.
Sarà ora la Commissione paritetica Stato-Regioni a dovere esprimere un parere definitivo. Di certo la notizia viene accolta con sollievo e soddisfazione nella cittadina della Fortezza, perché dopo un lungo stallo viene compiuto un ulteriore e probabilmente decisivo passo avanti nella cessione dei due immobili statali che lo Stato aveva annunciato di voler cedere per la prima volta nel novembre del 2021. Il “dossier Gradisca” comprende un pacchetto notevole per il futuro della città: l’affascinante Castello e le due caserme cittadine (la “Toti Bergamas” di via Papalina, ma anche una porzione inutilizzata della “Ugo Polonio” di via Udine).
Le strutture attendono l’avvio del lungo iter di dismissione e successiva cessione a titolo gratuito al Comune (via Regione) di immobili e particelle. Non certo una strada facile: la vicina Cormons ha dovuto attendere un decennio, ma infine ce l’ha fatta. «La richiesta di sdemanializzazione dei beni da parte dell’amministrazione risale all’inizio del 2018 – sottolinea il sindaco Linda Tomasinsig – e quel lungo lavoro pare poter essere premiato. Ancora presto per cantare vittoria, ma si tratta di un notevole passo in avanti».
Il maxi-pacchetto demaniale comprende, come detto, in primis il compendio del Castello recentemente assurto agli onori delle cronache per la riapertura dei camminamenti, le cui visite guidate stanno riscuotendo ottimo successo ormai da un paio d’anni. La notizia della totale dismissione del complesso, in abbandono dal 1984, è arrivato nel momento migliore per la città e rappresenta un’ovvia occasione di rilancio turistico. Per quanto concerne la Toti-Bergamas, verrebbe ceduta a Gradisca buona parte della superficie da 52 mila metri quadrati – praticamente la stessa superficie del centro storico – con l’eccezione della palazzina Comando. Su quest’ultima porzione esiste da decenni una sorta di prelazione del Ministero della Difesa per la realizzazione della nuova sede della compagnia Carabinieri. Pare verrà esercitata, con la Regione che a febbraio 2020 si era detta possibilista sul fatto di cofinanziare l’intervento. Il resto della superficie di quella che era stata ribattezzata la “Nuova Gradisca” o “Gradisca 2” , invece, ritornerebbe finalmente in gioco. E sarà dunque direttamente il Comune a “disegnarne” il futuro, magari rispolverando – chissà – quei concorsi di idee sullo sviluppo urbanistico e green dell’area che erano rimasti chiusi in un cassetto per un decennio. Certo, andranno aggiornati. Non vi sarà certo la scuola primaria Dante che, inizialmente, avrebbe dovuto sorgere proprio nell’area di via Papalina.
L’intento dello Stato di cedere a Gradisca i beni demaniali era stato ufficializzato proprio nel trentennale dall’inizio della dismissione delle caserme cittadine. Era il 1991 quando l’assetto militare italiano subì una decisa ristrutturazione. Per l’economia locale un colpo pesante. La “città nella città” costituita dall’esercito contava una popolazione di 2.500 persone che gravitava su un centro di 6 mila anime.
