Burrai: «La Triestina mi voleva, felice di aver scelto Mantova»
Venerdì sera Salvatore Burrai giocherà contro una parte del suo passato e contro la squadra che avrebbe potuto essere il suo futuro. Con mister Attilio Tesser infatti nel 2019 conquistò con il Pordenone la storica promozione in B: e l'ex allenatore del Mantova di Lori in estate fece di tutto per portarlo alla Triestina. «È vero - ammette il regista sardo - ci fu una lunga trattativa con la società alabardata ma alla fine decisi io di venire a Mantova per ragioni personali. Dove sono felicissimo di stare e convinto di avere fatto la scelta giusta».
Non si giocherà al “Rocco” di Trieste ma il capitano biancorosso conosce bene lo stadio “Tognon” di Fontanafredda: «Lo scorso anno con il Pordenone abbiamo quasi sempre giocato là. È uno stadio piccolo però il calore dei tifosi si sente e dal capoluogo giuliano arriveranno in tanti. In più la Triestina è una squadra forte, che non nasconde ambizioni di vertice. Hanno un allenatore come Tesser che ha vinto tanti campionati, è un grande esperto della categoria: io ho avuto la fortuna di poterlo avere e ottenere insieme dei risultati importanti. Sarà una partita tosta, per noi un bel test per capire a che punto siamo del nostro percorso. Non vediamo l'ora di arrivare là e confrontarci con una delle realtà più concrete della C».
Il 37enne giocatore sassarese coglie l'occasione per fare un primo bilancio di questa sua avventura mantovana: «Siamo partiti con il piede giusto - sottolinea - e ci stiamo godendo questo bel momento positivo con serenità e tranquillità. Stiamo lavorando molto bene di squadra e di gruppo, dobbiamo continuare a farlo in quanto sappiamo che il nostro è un campionato molto difficile, con tante formazioni attrezzate. Rispetto allo scorso anno a mio avviso il girone A è più equilibrato, perché vedo tante squadre costruite con giocatori e allenatori di assoluto valore».
Al di là di questo il primato del Mantova, con 4 vittorie, un pareggio e i numeri migliori anche tra reti fatte e subite è legittimo: «Ho avuto altre esperienze con tecnici che privilegiavano la costruzione dal basso e il palleggio quasi logorante per gli avversari - precisa Burrai - anche se non esattamente come con Possanzini. Posso solo dire che questo gioco mi piace molto e credo si addica alle mie caratteristiche. Dobbiamo insistere e cercare anche di migliorarlo perché a mio avviso ci sono ampi margini di crescita».
Dall'alto della sua esperienza plaude i giovani del gruppo tenendoli nel contempo sulla corda: «Devo riconoscere che si sono calati bene nella categoria, perché non è mai facile arrivare dalla D o dalle squadre Primavera e giocare tra i professionisti. È stato bravo il direttore Botturi a sceglierli e alcuni a mio avviso potrebbero davvero fare carriera. A patto che restino concentrati sul lavoro quotidiano e non si facciano distrarre da altre cose».
La piazza è traboccante di entusiasmo e sogna ad occhi aperti, Burrai tiene ancora i piedi per terra: «Abbiamo dei tifosi stupendi - conclude - che fin dai primi momenti ci hanno fatto sentire a casa. Sta a noi alimentare la loro passione e fare in modo, se possibile, che aumentino ancora perché credo che alla lunga possano fare la differenza. Il nostro obiettivo? Per ora non ce lo siamo posti, pensiamo a giocare al meglio e provare a ottenere il massimo partita per partita. Andiamo avanti così e vedremo a che punto saremo arrivati dopo la sosta. Solo allora si potranno fare analisi più profonde».
