Taglia un pino del Comune di Monfalcone: dovrà pagare 3293 euro
MONFALCONE Lo scorso 30 aprile un uomo si era avvicinato a un pino rosso in via Fratelli Cervi. Non l’aveva fatto per contemplare le fattezze della pianta, di proprietà comunale come il resto dei fiori, fusti e arbusti che si trovano nei giardini e aiuole pubblici. Bensì, con un utensile adatto, l’aveva abbattuto.
«Aveva fatto legna e se l’era portato a casa», dice asciutto il vicesindaco Antonio Garritani, anche assessore alla Sicurezza. L’inconsueto gesto non era tuttavia passato inosservato e l’amministrazione, riscontrando che l’albero non se ne stava più al suo posto, aveva compiuto la sua segnalazione alla competente autorità, come da prassi in questi casi.
Un primo epilogo della vicenda, fin qui rimasta nell’ombra, è emerso solo alcuni giorni fa, con una determinazione dirigenziale apparsa all’Albo pretorio dell’ente, la numero 1584, a firma del comandante della Polizia locale Rudi Bagatto.
«Da un accertamento è emerso che il 30 aprile 2023 il sig. XX ha tagliato un albero in area verde/giardino di proprietà del Comune di Monfalcone», si legge nel preambolo. E dal resoconto successivo si evince che, alla luce dell’accaduto, «è in corso un procedimento penale»: in questo quadro, il legale della persona in questione ha proposto un risarcimento all’amministrazione comunale.
Il danno, si apprende, è stato valutato dal personale dei Servizi tecnici di entità complessiva pari a 3.239,43 euro. E così, su istanza pervenuta, la giunta comunale si è riunita recentemente e ha espresso «parere favorevole» alla rateizzazione dell’importo. L’avvocato, infatti, aveva proposto un versamento in sei rate, con estinzione a gennaio 2024. Un accoglimento scaturito, si legge nella determina, dalle «motivazioni espresse e delle modalità proposte».
Stando ai dati diffusi a metà del 2022, cinque anni prima gli alberi censiti in città erano 4.627, tra pini domestici, pini neri, tigli e cipressi: uno spazio consistente nell’arredo verde della città, Carso escluso.
Gli alberi eliminati risultavano 88, di cui oltre il 50% concentrati tra via Marziale, via Acque Gradate e via Fratelli Rosselli, dove l’abbattimento dei lecci non più in salute e lo sfoltimento delle altre piante aveva comunque permesso di risolvere l’annoso problema della nutrita colonia di storni che vi nidificava. In questi anni, l’amministrazione ha inoltre istituito sistemi di vigilanza nei parchi, tesi anche a evitare danneggiamenti del patrimonio pubblico. —
