Grado, ecco come la giunta di centrodestra è caduta dopo solo due anni e cosa succederà
GRADO Cade la giunta Kovatsch. Le dimissioni rassegnate mercoledì mattina da 9 consiglieri su 16 (sindaco escluso) mettono fine al mandato del centrodestra iniziato nell’ottobre 2021. Appena due anni.
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Le dimissioni
Le dimissioni sono state firmate dai tre consiglieri di maggioranza Roberto Borsatti, Riccardo Ronchiato e Adriano Ritossa (Fratelli d’Italia), da tempo in contrasto con il primo cittadino Claudio Kovatsch, e dall’opposizione con i cinque di centrosinistra Fabio Fabris e Sara Polo (Liber@), Luciano Cicogna e Laura Zanella (Pd), Greta Reverdito (OpenGrado) più Maurizio Delbello (AmoGrado).
Dopo la bufera delle settimane scorse, culminata con la scelta di Kovatsch di abbandonare il Consiglio comunale proprio per le frizioni con Fdi, si stava respirando una fase di tregua fra le parti. Il frutto della mediazione da parte del governatore Massimiliano Fedriga e del tavolo regionale con i partiti della coalizione. Si pensava potesse durare la tregua.
E invece la situazione è precipitata con le dimissioni, a pochi giorni dal vertice in Regione, che hanno spiazzato il sindaco Kovatsch mercoledì in conclave con i fedelissimi della giunta (escluso Borsatti, vicesindaco di Fdi) all’interno del palazzo municipale.
«Sono esterrefatto e stupito per questo patto scellerato tra la sinistra e Fdi, sinistra che è divenuta il braccio armato di Fdi per andare a nuove elezioni», le parole del primo cittadino sostenuto, anche fisicamente, dagli assessori della sua civica più quelli di Lega e Forza Italia.
Il commissariamento
Prima delle elezioni, a questo punto in programma la prossima primavera, a Grado arriverà un commissario indicato dalla Regione. E non è una novità per l’isola che, nelle fasi burrascose del municipio, ne ha conosciuti ben otto durante cinque crisi politiche.
E dopo il commissario cosa succederà? Di sicuro la condivisioni delle dimissioni non porteranno, un domani, il centrosinistra a stare con Fratelli d’Italia. «Non li rende meno responsabili per aver contribuito a creare questa maggioranza di centrodestra nata su accordi sottobanco, spartizione di poltrone e imposta dalla politica regionale», dicono i dimissionari di centrosinistra nei confronti dei tre colleghi del partito di Meloni.
Ma come si è arrivati allo strappo definitivo di mercoledì mattina?
Le dichiarazioni del referente regionale di Fratelli d’Italia, Walter Rizzetto, avevano fatto ben capire come la situazione non era stata risolta, lasciando la decisione finale nelle mani dei gradesi del partito che hanno stabilito di chiudere questa esperienza. Sono stati loro, dunque, a staccare la spina firmando l’atto delle dimissioni, cosa che non avrebbe voluto fare il centrosinistra desideroso di far cadere la giunta durante i lavori del Consiglio comunale. C’è chi ha però fatto capire, proprio nel centrosinistra, che l’occasione di mandare a casa Kovatsch era più unica che rara. E così il centrosinistra ha deciso di rassegnare le dimissioni.
Tra chi nella maggioranza ha sottoscritto le dimissioni, unico della giunta, c’è anche l’ormai ex vicesindaco e assessore Borsatti. «Sono più che convinto che solo un buon lavoro di squadra, vero e sentito, può portare a grandi obiettivi per questa nostra amata isola» le sue parole eloquenti, con l’aggiunta di aver svolto «con impegno e dedizione tutto quello che rientrava nelle mie possibilità, cercando sempre di ascoltare i cittadini e i dipendenti del nostro Comune».
Come dire che altri, il sindaco, non hanno fatto un lavoro di squadra e non hanno ascoltato cittadini e dipendenti. Le accuse di Fratelli d’Italia, infatti, avevano riguardato la riforma del personale e le manutenzioni e i cantieri, non le grandi opere, da portare avanti sull’isola. Quella di Borsatti è l’unica voce di FdI in quanto, come lo stesso Borsatti precisa, al momento non vengono rilasciate dichiarazioni: “Bocche cucite – dice l’ex vicesindaco - in attesa che il partito ci dia l’ok al comunicato che stiamo predisponendo».
Parla invece Delbello di AmoGrado che nel ribadire di essere centrodestra, nel 2021 in solitaria, ha scelto di firmare le dimissioni per far cadere la giunta, plaudendo alla decisione dei tre consiglieri di Fratelli d’Italia. «Non si poteva andare avanti – dice – È in atto uno stato di agitazione, anche con il personale e poi se n’è andato anche il segretario comunale e tutto il territorio è in uno stato di degrado». —
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