Tredicesime senza aumenti in Fvg a dicembre
Niente aumenti sulle tredicesime 2023, ma resta l’obiettivo sul taglio del cuneo fiscale e sull’avvio della riforma delle aliquote. Impegno confermato, in sede di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Def), il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
Esclusi invece, vista la situazione dei conti pubblici e la sforbiciata alle previsioni di crescita, regali di Natale come appunto gli sgravi sulle tredicesime per lavoratori e pensionati, che pure erano stati ventilati.
La detassazione delle tredicesime, entro la soglia dei 35 mila euro, avrebbe riguardato una platea pari a circa l’80% dei lavoratori dipendenti e al 90% dei pensionati: almeno 30 milioni di contribuenti a livello nazionale, oltre 600 mila in Friuli Venezia Giulia.
Quest’anno resteranno a bocca asciutta: le condizioni per allargare i cordoni della borsa non ci sono. Tanto più che un taglio anche contenuto della tassazione sulle tredicesime, riguardando una platea così vasta, avrebbe un costo di diversi miliardi.
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LE NUOVE ALIQUOTE
Il primo step della delega fiscale, negli obiettivi del Governo, è il passaggio da quattro a tre aliquote, innalzando alla soglia dei 28 mila euro lo scaglione del 23%.
Le coperture per rimodulare aliquote e detrazioni, si parla di 4 miliardi, andranno trovate nell’ambito della legge delega, perché se è vero che l’obiettivo è la «riduzione del carico fiscale, soprattutto al fine di sostenere le famiglie, i giovani che non hanno compiuto il trentesimo anno di età, i lavoratori e le imprese», va centrato senza maggior costi per il bilancio statale.
Ogni provvedimento che porterà a una riduzione del prelievo fiscale, quindi, dovrà essere bilanciato da altre misure in grado di coprire i minori introiti. Non a caso la delega concede al Governo un tempo di due anni per l’approvazione dei decreti di attuazione.
Decreti su cui sta lavorando una task force di 200 esperti, divisi in tredici commissioni, che avrebbero dovuto predisporre gli schemi dei decreti attuativi entro il 20 settembre. Termine che è già stato sforato.
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CUNEO, PROROGA DA 10 MILIARDI
Quanto al cuneo fiscale, si tratta di confermare la misura che a partire dal 31 luglio 2023 ha ridotto di ulteriori 4 punti la contribuzione a carico dei lavoratori dipendenti, entro la soglia dei 35 mila euro di reddito, con benefici che possono arrivare a sfiorare gli 80 euro mensili.
La copertura può essere trovata direttamente in Finanziaria, senza dover trovare contrappesi all’interno della delega fiscale, ma servono 10 miliardi, più del doppio rispetto ai 4 miliardi di spesa preventivata per il taglio delle aliquote.
IL CONCORDATO
Se la riforma delle aliquote e i possibili sgravi d’imposta sulle tredicesime sono le novità più attese da lavoratori e pensionati, sul fronte del lavoro autonomo le misure chiave sono quelle che riguardano il concordato preventivo, cioè la predefinizione del carico fiscale sulla base dell’andamento storico, della previsione dell’andamento futuro e dell’applicazione degli Isa, gli indici sintetici di affidabilità che hanno preso il posto dei vecchi studi di settore.
L’ipotesi in campo è quella di un accordo preventivo biennale del reddito imponibile e quindi delle imposte dovute: non un obbligo, ma una scelta cui saranno ammessi non soltanto i professionisti e le società che attualmente presentano gli Isa, fino a un limite di 5,1 milioni di fatturato, ma anche i lavoratori autonomi in regime forfettario (tenuti anch’essi, dal 1° gennaio 2024, all’obbligo della fatturazione elettronica).
CANALE PREFERENZIALE
Anche il concordato potrebbe essere tra primi capitoli a trovare attuazione nell’ambito della legge delega, dal momento che la misura non richiede coperture e punta anzi a un incremento delle entrate fiscali, incentivando l’emersione del sommerso.
Una sorta di pace fiscale anticipata: da un lato l’amministrazione si assicurerebbe un aumento degli introiti, in cambio della rinuncia a tassare eventuali redditi eccedenti l’imponibile pre-concordato e a controlli successivi.
Sarà una corsa contro il tempo, visto che per attuare la norma già nel 2024 l’Agenzia delle Entrate dovrebbe anticipare di almeno tre mesi, da settembre a giugno, la predisposizione dei nuovi Isa.
