«Ospedale pubblico», giovedì mattina nuova raccolta firme per Suzzara
Giovedì dalle 9 alle 12 si terrà un nuovo presidio della Cgil davanti all'ospedale Montecchi per proseguire la raccolta firme cartacea che, ormai, ha abbattuto il muro delle 3.500 firme. Una petizione che vede impegnati anche M5S, Alleanza Verdi-Sinistra, Sinistra Italiana e le sezioni Pd di Gonzaga, Moglia, Pegognaga e che si trova anche online sulla piattaforma Change.org. L’obiettivo è rafforzare e difendere la sanità pubblica, chiedendo che l’ospedale di Suzzara torni a completa gestione pubblica. Sarà presente un banchetto gestito dalla Cgil e dalla Camera del Lavoro di Suzzara.
«Siamo quotidianamente impegnati nella raccolta firme - dice Enrica Chechelani, segretaria della Camera del Lavoro suzzarese - La gente è molto interessata e, soprattutto, preoccupata per le sorti dell'ospedale che serve un bacino di circa 70mila persone. Per questo firma volentieri la petizione. Bene, quindi, ha fatto la Cgil a proporre questa iniziativa».
Elena Giusti, segretaria Cgil Funzione Pubblica, aggiunge: «Il ricorso al Consiglio di Stato da parte dell'attuale gestore del Montecchi ha di fatto allungato i tempi, dato che Asst è stata costretta a congelare la gara per la definizione di un nuovo gestore, il cui termine era il 21 settembre. Ad oggi non è cambiato nulla per i 40 lavoratori dei servizi ausiliari, i quali non sono stati ricompresi nell’elenco del bando. Quindi, queste persone non sono tutelate dalla clausola sociale e potrebbero non essere riassunte dal privato che dovesse vincere l’appalto».
«Oltre al rischio di perdere posti di lavoro c'è anche quello economico comune a tutto il sistema ospedaliero, che in questa fase si trova in un forte stato di incertezza. Richiamiamo l'assessore regionale alla sanità Guido Bertolaso alle sue responsabilità - conclude Giusti - dato che aveva dichiarato di “vigilare sulla qualità e quantità dei servizi”, promessa che pare non sia stata mantenuta. A noi interessano “i contenuti” relativi ai servizi sanitari rivolti ai cittadini».
