A Venezia stretta sulle licenze per nuovi bar: «Indagine caso per caso»
La stretta sulle nuove licenze di bar e ristoranti, la cui domanda è stata presentata prima del blocco del 2018, piace alle associazioni di categoria.
A patto, però, di non creare discriminazioni. E quindi ben vengano i sei mesi di tempo proposti dall’assessorato al commercio (da far scattare all’approvazione della delibera) e più in generale il riordino delle tante domande avanzate ormai più di cinque anni fa. Ma attenzione particolare deve essere riservata a quei casi dietro i cui ritardi si nascondono oggettive difficoltà economiche. Da qui la richiesta di dialogo avanzata al Comune da Aepe e Confesercenti.
Quello degli esercizi pubblici, infatti, è un argomento tanto delicato quanto sensibile in città. Se da un lato garantisce migliaia di posti di lavoro, dall’altro l’esplosione di locali negli ultimi anni ha portato con sé sia un abbassamento generale dell’offerta sia l’esasperazione da parte dei residenti.
«Da qualche parte bisogna pur iniziare a stimolare gli imprenditori», spiega Tommaso Sichero dell’Aepe, «al tempo stesso non dimentichiamoci del dialogo necessario con le associazioni di categoria. Dietro di ritardi nell’ottenimento delle licenze possono esserci realtà che hanno investito pesantemente e si stanno ancora riprendendo dall’acqua alta del 2019 e dall’emergenza Covid.
Ritengo che nella maggior parte dei casi non ci sia una negligenza quanto una autentica necessità. Bisognerebbe fare un’indagine conoscitiva, caso per caso. Cercheremo di ragionare insieme al Comune per arrivare a un risultato di buonsenso, stanando se ci sono casi di fuberie».
Dello stesso avviso anche Emiliano Biraku di Confesercenti che si dice «favorevole alla proposta di Costalonga di limitare i tempi di adeguamento delle nuove licenze fatte prima del 2018». Biraku pone poi l’accento su un’altra questione: «Dobbiamo invece stare molto attenti ad un ulteriore limite allo spostamento delle licenze per non svalutare l’investimento dell’esercente locatario fatto con molto sacrificio in questi anni».
Da gennaio a giugno di quest’anno, le aperture di nuovi locali sono state 3. Quattro nel 2022. Erano state 17 nel 2015 (76 complessivamente negli ultimi 8 anni). Tutte si riferiscono a richieste avanzate prima del blocco del 2018. Negli ultimi otto anni, invece, i trasferimenti di licenze sono stati 25.
