Treviso Basket fa paura a Milano: nel finale c’è la rimonta dei tricolori
I sogni muoiono non all’alba ma dopo il crepuscolo. Almeno, i sogni di TvB di rovinare la festa-scudetto dell’Olimpia che nel prepartita del primo match interno stagionale celebra il trentesimo tricolore e la terza stella.
Come ben sanno gli allenatori scafati (e Frank Vitucci appartiene a questa categoria), per battere delle squadre forti, profonde, talentuose e fisicamente dominanti occorre la prestazione perfetta. Ecco, dopo la sconfitta in volata del Forum si può dire una cosa di questa nuova Nutribullet: difficilmente scontenterà qualcuno, ma non ha ancora la necessaria esperienza per gestire un certo tipo di partite. Sul 73-77 con la seconda bomba in fila di uno scatenato James Young tutti i tifosi trevigiani hanno creduto almeno per un istante nella possibilità del colpaccio sensazionale. D’altronde TvB era partita a razzo, con quel 2-13 che aveva stordito tutto il pubblico del Forum che probabilmente si sarà domandato chi fosse e da dove venisse quella piovra umana in canotta bianca e col numero 33 sulla schiena che stava facendo a fettine la difesa in area dell’EA7. Ma non c’era solo il magnifico Carneade Pauly Paulicap, ormai un idolo (e garanzia di sostanza, con una doppia-doppia da 13+11): il dinamismo di Young, gli assist di Booker, il lavoro oscuro di Allen avevano costruito il vantaggio iniziale di Treviso.
Purtroppo le squadre profondamente rinnovate non sono soltanto contraddistinte dall’entusiasmo ma anche da un po’ di inesperienza. E così, alla coppia di falli che ha colpito Allen e Young, la girandola dei cambi susseguita ha abbassato la qualità difensiva prima ancora che offensiva della Nutribullet. Ed in una serata infelice delle proprie guardie – Harrison che spara a salve, Bowman che nel primo tempo non ne combina una di giusta – è logico che Milano abbia avuto la possibilità di rientrare nel punteggio. Ed addirittura di tentare la fuga nel terzo quarto quando Kevin Pangos, riavutosi per un paio di minuti dopo le pesanti critiche piovutegli addosso post Supercoppa, ha ingranato le marce alte con un paio di bombe che sono valse il +9 meneghino (60-51).
Finita qui? No perché coach Vitucci ha instillato in questa Treviso uno spirito pugnace mai visto prima. Booker (13 e 10 assist a mitigare le 5 perse), Bowman e Mezzanotte ricucivano e sorpassavano sul 62-64, lanciando una lunga volata. Azzoppata tuttavia dai falli, quelle penalità che sono costate carissime a Treviso che ha raggiunto troppo presto il bonus accordando agli avversari parecchi turni in lunetta. Ciò nonostante la vena offensiva di Young pareva bastare per mantenere un margine sufficiente, almeno finché non si è destato dal letargo Nikola Mirotic: il montenegrino di Spagna, ben supportato da Shields, ha girato la partita come un guanto in nemmeno un minuto, con tiri liberi e bomba dall’angolo, capovolgendo l’inerzia del match (80-77). Da lì in poi sono emersi i difetti da limare di TvB, ancora immatura per gestire certi possessi e per giocare con la necessaria freddezza nei momenti topici. L’esatto contrario di Milano, brava a capitalizzare in attacco ed a stringere le maglie in retroguardia.
Il finale da 86-80 è da applausi per Treviso, che per la prima volta nella sua storia esce dal Forum senza subire né sbracare; quel punteggio rappresenta anche la prima base di partenza per un gruppo che ha visto esordire Camara con buone indicazioni e che ha già consacrato Paulicap a sorpresa della stagione. Non basta per dichiararsi soddisfatti, da sabato sera al Palaverde contro Brescia occorrerà compiere qualche passetto in avanti per raccogliere non solo complimenti ma punti in classifica.
