Ragazzino picchiato dai bulli a Pavia: «Due mi tenevano, uno colpiva»
PAVIA. I medici gli hanno prescritto riposo per un mese e in questo tempo dovrà sottoporsi a controlli. Per questo martedì mattina lo studente di 14 anni finito in ospedale dopo essere stato pestato e preso a sassate da un gruppo di adolescenti, in centro a Pavia, è rimasto a casa e non si è presentato a scuola. «Da quando è ricominciato l’anno scolastico l’ho sempre accompagnato io – spiega il padre, 55 anni, origini tunisini ma da tempo a Pavia – e vado a prenderlo all’uscita. Ma mio figlio non può vivere così».
Da mesi, secondo quanto denunciato, il ragazzo sarebbe preso di mira da un gruppo di adolescenti, di età tra i 14 e i 15 anni. Una vicenda di bullismo, su cui ora indagano i carabinieri della compagnia di Pavia. Si stanno esaminando le telecamere della zona, posizionate tra la Cupola Arnaboldi, dove l’aggressione sarebbe partita, e il ponte coperto, in fondo a Strada Nuova, dove i giovani sono poi fuggiti. L’esame delle telecamere potrà precisare la dinamica dei fatti, anche se i presunti aggressori sono stati già identificati.
«Due mi tenevano, uno mi colpiva»
Il ragazzo, accompagnato dal padre, ha raccontato nella denuncia ai carabinieri di essere andato, domenica pomeriggio, con altri tre amici nella zona della Cupola Arnaboldi e di avere visto qui un gruppo di circa venti ragazzi. Ha riconosciuto alcuni di loro e visto che in passato c’erano già stati problemi ha provato ad allontanarsi con i suoi amici. «Mi sono sentito prendere per le braccia – ha spiegato –. Due mi tenevano, un terzo ha preso un sasso e con questo mi ha colpito alla testa. Il mio amico ha cercato di difendermi, ma è stato preso a calci e pugni. Siamo scappati ma loro ci hanno inseguito lanciandoci addosso bottigliette, sassi e mozziconi».
Bulli e baby gang
L’episodio si intreccia con un fenomeno comune a molte città ma che a Pavia sta assumendo da mesi contorni preoccupanti: gruppi di ragazzi minorenni che travalicano il limite delle fisiologiche intemperanze giovanili commettendo veri e propri reati, come rapine, vandalismi e aggressioni. «Questi giovani sono stati già identificati, le forze dell’ordine di più non possono fare – dice l’assessore alla Sicurezza Pietro Trivi –. A chi spetta intervenire? A me preoccupa che ragazzi che si comportano in questo modo siano ancora in giro, a fare danni».
Per Gian Marco Centinaio, vicepresidente del Senato, «l’episodio dimostra che le norme approvate dal governo contro i minori violenti sono giuste e arrivano nel momento opportuno, per combattere un fenomeno ormai diffuso e intollerabile. Al giovane colpito va la mia solidarietà e alla sua famiglia l’invito ad avere fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine, senza far prevalere l’impulso a farsi giustizia da soli. Ora bisogna capire perché quei piccoli delinquenti sono stati liberi di picchiare ancora la loro vittima, nonostante fossero già stati denunciati».
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«Tutta la mia solidarietà e, per mio tramite, quella di tutta la città a questo giovane concittadino e alla sua famiglia che idealmente abbraccio - ha detto martedì sera il sindaco Fracassi -. L'amministrazione è costantemente al lavoro, dinanzi a questi fenomeni di violenza giovanile, per cercare di ridurre il verificarsi di questi eventi. Per questo abbiamo deciso di concentrare le nostre energie per lavorare nella direzione della cultura dell'inclusione e del dialogo per combattere la cultura della violenza».
