Anche lo scrittore Magris e l’attore Rossi fra i vip al Rossetti di Trieste per la prima de “La coscienza di Zeno”
TRIESTE Carabinieri in alta uniforme all’ingresso e una distesa di rose bianche per le signore. Il Rossetti ha celebrato sontuosamente l’inizio di una nuova, ricchissima stagione. Una prima teatrale che coniuga il passato con il presente in una città che de “La coscienza di Zeno” è stata sfondo ora come allora.
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Tappeto rosso
Ancora una volta sul tappeto rosso hanno sfilato ospiti e abbonati. Tra i primi a guadagnare la sala l’attore Paolo Rossi che ha dichiarato di non andare spesso a teatro «da spettatore, ma sono qui perché c’è Alessandro Haber».
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Lo scrittore Claudio Magris invece ha scelto di essere presente «per celebrare Svevo, un grandissimo, anche più di Joyce». In blu e panna il vicesindaco Serena Tonel che ha parlato di un «teatro che sta dando grandissime soddisfazioni al suo pubblico cittadino ma capace di attrarre anche pubblico da fuori città. Siamo felici di aprire con un titolo importante per un evento celebrativo ma anche con un primo attore di una potenza scenica unica».
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Idea vincente
Molto nero, qualche lustrino e tantissime sneakers si sono susseguiti sul red carpet. L’idea di aprire la stagione con un adattamento di un romanzo che, forse più di molti altri, ha reso famosa la città in tutto il mondo è stato vincente.
«Non potevamo che aprire con questo titolo, come omaggio a un autore che il direttore Paolo Valerio definisce “perfetto”. Non è facile portarlo a teatro ma proprio Valerio ne ha creato una messinscena originale e raffinata. È una grande gioia che lo spettacolo sia stato molto richiesto in tutta Italia, infatti dopo le repliche triestine partirà per una lunga tournée», spiega il presidente del Rossetti, Francesco Granbassi.
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Stagione di qualità
Il direttore Paolo Valerio si è dichiarato molto contento perché «mi sembra una bellissima stagione sia nella qualità che nella quantità. Tutto gira intorno al numero 100. Centenario di Zeno, cento spettacoli in cartellone, ma è altresì un bel progetto corale che offre delle proposte di qualità sia nella prosa, che alla Sala Bartoli, che per i musical.
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Siamo un teatro di produzione e inaugurare con questo spettacolo e dieci giorni di repliche di “Saba” di Mauro Covacich in sala Bartoli offre un segno di come questo Stabile sia legato anche al territorio. Lavoriamo per diventare un punto di riferimento cittadino, regionale e nazionale capace di accogliere i nostri affezionati spettatori e anche tutti coloro che ci entreranno per la prima volta e non posso che ringraziare tutto il teatro, dal Cda al personale e agli artisti e collaboratori di questa stagione passata e futura», ha concluso Valerio.
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