Casa sventrata dall’esplosione a Villanterio, arriva l’ordine di demolizione
VILLANTERIO. Una ditta specializzata per eseguire un abbattimento «controllato» delle pareti della palazzina di via Donizetti semidistrutta dall’esplosione di domenica mattina. Roberto Capini, 58 anni, è rimasto gravemente ustionato ed è sempre ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano. I rilievi tecnici hanno escluso la possibilità di «puntellare» quello che resta della struttura per cui l’abbattimento sembra resti l’unica soluzione possibile.
I lavori inizieranno in questi giorni: la ditta sarebbe stata già individuata dall’amministrazione comunale di Villanterio. Nel frattempo quella parte di via Donizetti è stata transennata e nessuno può entrare in quello che resta delle abitazioni. Il pericolo di crolli esiste per cui sono necessarie tutte le precauzioni possibili. Intanto i residenti nella palazzina (cinque persone tra cui due bambini) restano ospiti di parenti in attesa di conoscere il destino delle loro abitazioni e di essere informati sull’esistenza di eventuali responsabilità. La terribile esplosione di domenica mattina quasi sicuramente avrà conseguenze legali. Le condizioni del 58enne ustionato restano sempre gravi. Roberto Capini è stato già sottoposto a un primo intervento di ricostruzione della pelle del volto e, probabilmente, saranno necessarie altre operazioni. La fiammata lo ha investito in pieno volto, al torace e alla braccia. L’uomo era in cucina e stava per uscire di casa con il suo cane, Mercedes, che è rimasto illeso.
Il tubo del gas
I vigili del fuoco hanno già eseguito un sopralluogo per chiarire la causa dell’esplosione e, da questo punto di vista, non ci sono dubbi. Il botto è stato sicuramente provocato da una fuga di gas metano. Ma da dove? Per rispondere alla domanda non ci sono ancora certezze. Gli investigatori dei pompieri avrebbero indicato un tubo che usciva da un muro della cucina che potrebbe essere responsabile della fuga di gas che avrebbe potuto provocare una tragedia. Il tubo del gas era collegato e doveva alimentare il piano cottura. Per avere la certezza dovranno essere eseguiti ulteriori rilievi tecnici. L’obiettivo è di verificare l’attendibilità di quella che, per il momento, è ancora un’ipotesi.
La terribile esplosione si era verificata domenica mattina verso le undici. Roberto Capini stava per uscire di casa con il suo cane Mercedes e aveva ancora il guinzaglio tre le mani quando le pareti erano state distrutte da un botto tremendo. Roberto Capini, anche se dolorante, aveva avuto la forza di andare verso la porta e di usare un estintore che gli era stato passato dai vicini per spegnere un incendio che si stava sviluppando in casa.
