Per Capodanno proposte per ogni gusto in Canavese: arrivano gli stranieri, ma pesano i rincari
IVREA. Le prenotazioni non mancano e le proposte per celebrare Capodanno sono le più disparate, adatte a tutte le tasche: al centro ci sono la qualità e i sapori del territorio, ma anche l’attenzione al cliente e la voglia di stare insieme. E i commensali sono quelli di sempre, gli appassionati del gusto, a cui si uniscono i visitatori, spesso stranieri, che hanno scelto il Canavese per finire il 2025 e iniziare il 2026. Anche la crisi economica, però, si fa sentire e i numeri sono diminuiti rispetto agli anni scorsi.
Un territorio attrattivo
A dirlo sono gli stessi ristoratori, a partire da Marco Rossi, titolare e chef de La Mugnaia ad Ivrea, che propone per il cenone di San Silvestro un raffinato menù da 120 euro con calici abbinati alle portate. Rossi, sulla base delle prenotazioni ricevute, sostiene la tesi per cui Ivrea e il Canavese stanno pian piano diventando più attrattivi: «Le prenotazioni per la sera di Capodanno, per cui proponiamo un menù prestabilito, vanno bene e, oltre ai clienti locali, ho alcuni tavoli riservati da clienti stranieri, tra cui numerosi svizzeri. Questo significa che passeranno questi giorni a Ivrea e che la città, senza poter essere paragonata ad altre mete, ha saputo comunque essere attrattiva. Sicuramente può essere visto come un segnale positivo per il Canavese».
Anche in Alto Canavese, a Rivarolo, la situazione è simile e a confermarlo è Monica Bianchetta, che insieme al marito, lo chef Giuseppe Randisi, gestisce l’Antica locanda dell’Orco: «Abbiamo esaurito i posti a disposizione, circa 120, con molto anticipo. Poi è normale che ci siano delle disdette all’ultimo minuto, per influenza o altri motivi di salute, ma riusciamo sempre a rimpiazzare chi annulla. Anche per questo Capodanno, come facciamo di solito, proponiamo un menù, al prezzo di 90 euro, che si compone di piatti della tradizione piemontese, per chi non riesce a raggiungerci spesso, e altre proposte più innovative o di pesce pensate per chi è invece un cliente abituale. Solitamente tra i clienti per San Silvestro abbiamo i nostri habitué, gruppi di persone e amici che ci rinnovano la loro fiducia di anno in anno. Poi c’è chi sceglie il Canavese, di passaggio o per una sosta prolungata, per iniziare il nuovo anno. Mercoledì sera avremo come ospiti due coppie dalla Sicilia che poi continueranno il loro viaggio verso la Valle d’Aosta, ma anche una famiglia canadese che si trova nella zona per motivi legati alla pratica dell’equitazione e numerosi clienti francesi».
Ciò che conta, per i ristoratori di Rivarolo, è l’accoglienza: «Il nostro menù di Capodanno è sempre visibile sul sito con anticipo, in modo che i clienti possano farsi un’idea sulla nostra proposta e, se per Natale accogliamo fino a 150 persone, per San Silvestro scendiamo a 120 perché io e mio marito ci teniamo ad andare a salutare e a fare gli auguri a tutti i commensali. A mezzanotte il brindisi tutti insieme e l’intrattenimento è la compagnia stessa».
Tutto esaurito anche Al Barachin di Cascinette d’Ivrea, mentre il Cantavin di Quincinetto punta su un’altra formula ancora, quella dell’evento privato per un cliente, quindi un servizio esterno ai locali del ristorante, a conferma che le proposte sono tante e differenti.
Il peso degli aumenti
C’è poi chi ha scelto di offrire delle alternative a prezzi più contenuti o, addirittura, di non proporre un menù prestabilito per il cenone e di dare la possibilità ai clienti di scegliere alla carta le pietanze con cui celebrare la fine dell’anno e l’inizio del 2026.
Roberto Bordone, titolare di Cantine Morbelli a Ivrea, ha il pieno di prenotazioni, ma ha notato comunque che negli anni i numeri si sono ridotti, a causa degli aumenti degli ultimi tempi: «Proponiamo un menù a prezzo fisso, 70 euro, e possiamo dire che le feste sono andate molto bene, ma il resto dell’anno le presenze sono in calo e, viene da pensare, la causa principale è la minore disponibilità finanziaria delle persone. Il flusso di clienti non è più quello del passato, perché i rincari sono tangibili e la ristorazione accusa il colpo. Per Capodanno, comunque, abbiamo pensato a una proposta semplice: cena e tombola per divertirsi in compagnia».
Ad aver pensato alla cena alla carta è Claudia Gili Meina, titolare del ristorante Alla Modina di Ivrea: «Rispetto al Natale, per Capodanno abbiamo registrato qualche prenotazione in meno, segno che forse i canavesani preferiscono partire in vacanza o hanno meno risorse a disposizione. Per andare incontro ai clienti, quindi, abbiamo pensato ad una classica serata al ristorante, con menù alla carta e senza altri tipi di intrattenimento, come per esempio la musica dal vivo, i cui costi sarebbero ricaduti sul costo della serata. La buona cucina e la compagnia saranno gli ingredienti di questo Capodanno».
