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Teheran brucia: centinaia di morti nelle proteste in Iran (video). Il regime manda in blackout il web

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Sono almeno 65 i morti e 2311 le persone arrestate dall’inizio delle proteste scoppiate in IRAN il 28 dicembre scorso. Il bilancio è stato aggiornato dalla Ong HRANA con sede negli Stati Uniti. Delle vittime, 38 sono state segnalate nelle province di Chaharmahal e Bajtiari, Ilam, Kermanshah e Fars, nella parte centrale ed occidentale del paese. Secondo fonti mediche citate dalla rivista americana ‘Time‘ il numero dei manifestanti morti potrebbe essere di 217.

A Teheran ospedali pieni di feriti

Un medico e un paramedico di due ospedali in Iran hanno raccontato alla Bbc che le loro strutture sono sovraffollate di feriti. Il medico citato dall’emittente, che venerdì l’ha contattata tramite connessione internet satellitare Starlink, ha riferito che l’ospedale oftalmico Farabi di Teheran è entrato in modalità di crisi, mentre in un messaggio un paramedico di un altro ospedale nella città sud-occidentale di Shiraz riferisce che non ci sono abbastanza chirurghi per far fronte all’afflusso di pazienti. Nel messaggio video, il paramedico ha raccontato alla Bbc che molti dei feriti hanno ferite d’arma da fuoco alla testa e agli occhi.

Ieri il presidente Usa, Donald Trump, in riferimento alle proteste ha affermato: “Se iniziano ad uccidere le persone come hanno fatto in passato, li colpiremo molto duramente”. Le manifestazioni sono iniziate il 28 dicembre. Alla Bbc e alla maggior parte delle altre testate giornalistiche internazionali è vietato riportare notizie dall’interno dell’Iran e il Paese è sottoposto a un blackout quasi totale di internet da giovedì sera, il che rende difficile ottenere e verificare le informazioni.

Il pugno duro dell’esercito: cospirazione contro l’Iran

L’esercito iraniano assicura che andrà fino in fondo per tutelare l’interesse nazionale e disarticolare quella che definisce una “cospirazione” orchestrata dagli Stati Uniti e Israele e che ha convertito le iniziali proteste in un’ondata di disordini in tutto il paese. “Il nemico, attraverso l’ennesima cospirazione, sostenuta dal regime sionista criminale e infanticida e da gruppi terroristici ostili, cerca di turbare l’ordine e la pace nelle città e la sicurezza pubblica del Paese”, ha dichiarato l’esercito iraniano in un comunicato diffuso dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim. “L’Esercito della Repubblica Islamica dell’Iran invita la nazione iraniana a sventare i complotti del nemico mantenendo la vigilanza, sostenendo al contempo l’unità e la coesione”, conclude la dichiarazione.

Le autorità iraniane stanno utilizzando gli “strumenti di repressione più sfacciati” per reprimere le proteste di massa, affermano due registi pluripremiati in una dichiarazione congiunta, definendo il blocco di internet per oltre 36 ore un tentativo di mascherare gli abusi. “L’esperienza ha dimostrato che il ricorso a tali misure mira a nascondere la violenza inflitta durante la repressione delle proteste”, affermano Mohammad Rasoulof e Jafar Panahi sull’account instagram di Pahani, vincitore del primo premio al Festival di Cannes dello scorso anno.

Le reazioni della politica, Bergamini: dall’Iran notizie terribili

“Le notizie che arrivano dall’Iran sono terribili. La testimonianza di un medico raccolta dalla rivista ‘Time‘ riferisce dell’utilizzo di proiettili veri contro i manifestanti. Fonti differenti forniscono numeri diversi sulle vittime della repressione che vanno dalle diverse decine fino a oltre duecento”. Lo dichiara Deborah Bergamini, responsabile del Dipartimento Esteri e vice segretaria nazionale di Forza Italia.

“In ogni caso si tratta di un quadro di una gravità assoluta e si rimane sconcertati di fronte al comunicato diffuso dall’esercito iraniano: non c’è nessun ‘complotto del nemico’, ma un popolo stanco di un regime violento ed oscurantista. Un popolo che chiede la libertà e che noi sosteniamo con convinzione”, conclude.

”L’Iran purtroppo non fa notizia come Gaza o il Venezuela. Ma in queste ore ci sono dei ragazzi coraggiosi e straordinari, non solo a Teheran, che stanno scrivendo la storia. Grazie a chi lotta rischiando la vita contro il mostruoso regime teocratico. Viva i ragazzi iraniani!”. Così Matteo Renzi su X.

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