“Un giorno è arrivata una telefonata in cui ci hanno detto che la trasmissione sarebbe stata chiusa. È evidente che ci sia un problema di gestione del budget”: parla Pieluigi Ferrantini
“Vi avevamo salutato nell’ultima puntata del 2025 dicendovi che saremmo tornati in onda il 17 gennaio, invece il 7 gennaio ci hanno comunicato che Rock And Roll Circus non sarebbe più tornato su Rai Radio2. Grazie a tutte le persone che hanno lavorato con noi e a voi che ci avete ascoltato, sono stati 13 anni meravigliosi. A presto”, hanno scritto sui social i conduttori Pierluigi Ferrantini e Carolina Di Domenico. Perché il loro programma, uno di quelli storici, è stato cancellato così, da un giorno all’altro. E non è il solo spazio ad avere subito cambiamenti tra quelli che animano il palinsesto di RadioRai2, tanto che Fiorello ieri 13 gennaio alla faccenda ha dedicato un pezzo del suo monologo durante La Pennicanza.
E oggi Ferrantini racconta a Fanpage cosa è successo e come mai Rock and Roll Circus – che era in onda sabato e domenica delle 22 alle 23 – non lo ascolteremo più. Ferrantini parla di “un vero e proprio fulmine a ciel sereno. In precedenza non c’erano stati problemi di alcun tipo: né frizioni, né difficoltà di gestione, né opinioni divergenti. Zero, mai riscontrato nulla di negativo. Anzi, in senso positivo, avevamo una libertà enorme: noi facevamo praticamente tutta la scaletta, quasi integralmente. Certo, mi consultavo con il direttore della musica, ma in maniera estremamente libera, come credo non avrei potuto fare in nessun altro network. Avevamo assoluta libertà sulla scelta degli ospiti, nel rispetto di una direzione condivisa, ma poi in totale autonomia. Quindi non c’è mai stato alcun problema lavorativo”.
Sulla dinamica della chiusura, il cantante e manager è chiaro: “Semplicemente, un giorno è arrivata una telefonata in cui ci hanno detto che la trasmissione sarebbe stata chiusa per motivi di budget”. Ed è proprio la mancanza di comunicazione con una “decisione presa pochi giorni prima di tornare in onda” che crea amarezza: “Questo, sinceramente, è il vero problema. Vale per chi lavora lì da sei mesi come per chi ci lavora da tredici anni, ma per una questione di dignità – della radio, di chi lavora con noi e degli ascoltatori – sarebbe stato più opportuno darci modo di organizzarci, di trovare altre soluzioni lavorative, sapendolo in anticipo, e non interrompere tutto a metà stagione. È vero che da contratto le trasmissioni le possono chiudere quando vogliono, ma l’idea era di andare avanti fino a giugno”.
Nella lunga intervista Ferrantini spiega che il “budget” non gli sembra tale da “incidere in maniera significativa sui conti della radio” e poi aggiunge che se ne sarebbe potuto parlare. Poi aggiunge che è “evidente che ci sia un problema di gestione del budget. La questione, però, è capire chi ne paga le conseguenze e come vengono allocati i budget. Non è il mio compito, io faccio il conduttore, ma se un budget finisce a gennaio forse i conti non sono stati fatti benissimo. Noi ne abbiamo pagato le conseguenze. E basta”
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