Strage in Svizzera, l’ultima beffa: nel bar dei Moretti c’erano quattro estintori, nessuno sapeva usarli
Ci sarebbero stati ”quattro estintori, di cui tre nel seminterrato’‘ nel bar Le Constellation, ma il personale di sala ”non era stato formato” sulle norme antincendio e per essere in grado di affrontare una simile emergenza. Questa la versione di Jacques Moretti, titolare del locale dove si è consumata la tragedia di Capodanno a Crans-Montana, contenuta nei verbali dell’interrogatorio reso agli inquirenti e di cui il quotidiano Le Temps ha avuto accesso. Secondo Moretti, inoltre, l’uscita di emergenza che era di fronte ai servizi igienici era ”chiaramente segnalata”.
Strage in Svizzera, la confessione del proprietario sugli estintori
L’imprenditore francese ha anche spiegato che poco prima di Capodanno era anche stata riparata un’insegna luminosa difettosa. Al piano terra c’era poi una porta laterale, che apparentemente non era un’uscita di emergenza ed chiusa a chiave. Moretti, scrive Le Temps, non ha però saputo spiegare perché la porta, che è riuscito a forzare lui stesso dall’esterno, fosse chiusa.
Resta libera Jessica Moretti
Niente domiciliari per Jessica Moretti, proprietaria con il marito Jacques, del bar ‘Le Constellation’ a Crans-Montana dove 40 persone, tra cui 6 ragazzi italiani, hanno perso la vita nel rogo di Capodanno. Il tribunale delle misure coercitive del Cantone del Vallese ha deciso di applicare misure alternative alla custodia cautelare, imponendole il divieto di lasciare la Svizzera con deposito dei documenti e l’obbligo di firma. La donna dovrà anche versare una cauzione adeguata. Resta in carcere, invece, il marito Jacques, per il quale è stato convalidato l’arresto per un ulteriore periodo di tre mesi.
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