Ivrea, ubriaco sputa e picchia i poliziotti: arrestato
IVREA. È l’ennesima storia di disagio, a consumarsi nella sera di sabato 10, in un’area spesso colpita come via Circonvallazione, nella zona dell’ospedale.
Un ragazzo senza fissa dimora di 26 anni, con problemi di dipendenze dall’alcol dà in escandescenze e comincia a saltare sopra il cofano di un’automobile prendendo a calci il parabrezza.
Successivamente si giustificherà dicendo di averlo fatto in seguito a un litigio con alcuni amici.
Una motivazione, però, che oltre a non essere sufficiente non pare nemmeno verosimile, pare non ci fosse nessun altro in zona in quell’esatto momento.
I passanti lo vedono e chiamano gli agenti del commissariato di Ivrea e Banchette, che subito accorrono sul posto e cercano di neutralizzare il giovane.
Di tutta risposta avrebbero ricevuto insulti, sputi e botte, sufficienti a contestare il reato di resistenza a pubblico ufficiale.
Non contento, il 26enne avrebbe continuato con il medesimo comportamento anche in commissariato. Così si è reso necessario l’arresto e nella successiva udienza direttissima che si è tenuta davanti al Gup a Ivrea, gli è stata applicata la misura cautelare dell’obbligo di firma.
L’udienza è stata rinviata a marzo, quando presumibilmente, la sua avvocata Daniela Dematteis chiederà un giudizio abbreviato che prevede lo sconto di un terzo della pena in cambio dell’acquisizione del fascicolo del pm, per sveltire il processo.
La storia del 26enne è una storia come tante, purtroppo. Vita di strada e dipendenze, l’alcol su tutte. L’avvocata gli ha già consigliato di rivolgersi al Serd e la speranza è che intraprenda un percorso.
I danneggiamenti dell’automobile, alla fine, non sono stati contestati, perché il proprietario dell’auto si era allontanato.
È cosa nota che parte del movimento che ha interessato la stazione - in particolare prima dell’istituzione della zona rossa -, si sia spostato verso Porta Aosta.
Zona che sconta due fattori concomitanti: la presenza dell’autosilo di via Castiglia, che spesso è stato teatro di bivacchi e anche di indagini approfondite da parte del commissariato. E, inoltre, quella dell’ospedale, che spesso funge da luogo catalizzatore di persone afflitte da varie dipendenze.
