“Atto mirato, voglio capire chi ce l’ha con me” danneggiata l’auto di Fabio Zocco, ex capo del pool contro Unabomber
“È chiaro che si tratta di qualcosa indirizzato a me, non di vandalismo”. Sono le parole di Fabio Zocco, a seguito del danneggiamento della sua auto avvenuto giovedì mattina nel cimitero di Maniago (Pordenone). Zocco era a capo del pool che indagò su Unabomber, l’attentatore – soprannominato così in analogia con il caso del matematico statunitense Ted Kaczynski – che dal 1993 al 2007 si rese protagonista di numerosi attentati nel nord-est italiano tramite l’invio di pacchi-bomba.
Come riporta il Gazzettino, Zocco era nel cimitero per il funerale della madre di un collega e, una volta raggiunta la sua Opel Astra per ritornare a casa, l’ha ritrovata deturpata. Le gomme erano squarciate, il cofano attentato dall’olio dei freni e le fiancate rigate. L’atto sarebbe mirato, dato che le altre auto presenti nel parcheggio non erano state toccate.
L’ex capo del pool ha denunciato l’accaduto ai carabinieri della stazione locale, invitando eventuali testimoni a farsi avanti. Zocco non aveva lavorato unicamente all’inchiesta su Unabomber, ma anche nelle operazioni contro le Nuove Brigate Rosse riguardo l’omicidio di Marco Biagi e contro la banda Maniero e il clan dei mestrini. “Non credo sia collegato ai casi più noti – ha escluso l’uomo – ma voglio capire chi possa avercela con me”. Starà agli investigatori capire se si tratta di cosa si tratta, e se si è davanti all’apertura di alcuni dei casi più scottanti degli ultimi decenni.
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