Tribunale di Ivrea, la maxi aula per la strage di Brandizzo bocciata da Roma. Chiantore: «Ma i processi restino a Ivrea»
IVREA. Non sono bastati i 500mila euro stanziati dalla Regione Piemonte, per convincere il ministero della Giustizia a costruire a Ivrea un’aula grande per i processi con più imputati. Strage di Brandizzo in primis, ma anche le inchieste recentemente chiuse sull’Asl/To4 e quelle ancora aperte sulle presunte violenze in carcere.
Da Roma è arrivata una comunicazione scarna: i soldi per garantire la giustizia nel secondo tribunale per popolazione servita del Piemonte (circa 515mila persone) non ci sono. E poco importa che, in passato, si siano verificati problemi di sicurezza, come accaduto nel processo per la morte Fatmir Ara, dove si è dovuto ricorrere all’escamotage di utilizzare due aule video collegate. Poco importa anche che durante il Covid siano stati rinviati dibattimenti importanti proprio per il problema delle aule troppo piccole e l’impossibilità di rispettare i protocolli sanitari in vigore, come quello ai tributaristi Boaglio di Caluso - conclusosi poi con prescrizioni o assoluzioni - o quello per la gestione della “Casa del Sole” a Favria. Spesso a causa dell’emergenza sanitaria non era stato nemmeno possibile garantire il principio cardine della pubblicità del processo e si è dovuto decidere di procedere a porte chiuse.
Restano, tuttavia, sul piatto i soldi di Regione che non ha alcuna competenza riguardo la giustizia, ma che ha avuto la lungimiranza politica di comprendere che il processo sulla strage di Brandizzo dovrà restituire verità e giustizia a famiglie delle vittime e imputati.
«Per quanto mi riguarda i processi del tribunale di Ivrea devono svolgersi nel luogo di competenza naturale come stabilito dalla legge - spiega il sindaco Matteo Chiantore -. Nel ribadire il ringraziamento al presidente Alberto Cirio e alla Regione Piemonte per l’impegno mantenuto, possiamo dire che faremo di tutto per trovare una soluzione con le risorse a disposizione negli immobili dei paraggi. Il tribunale per noi è fondamentale: quando parliamo di sicurezza, il regolare e tempestivo svolgimento di un processo è ciò che consente di applicare una pena e questo rientra nel concetto di sicurezza».
Ora la Conferenza permanente degli uffici giudiziari di Ivrea - che riunisce procura, tribunale e Consiglio dell’ordine degli avvocati - si riunirà per decidere come affrontare la questione. Certo, se l’orientamento iniziale era quello di celebrare una o due udienze del processo sulla strage di Brandizzo a Torino, in attesa che fosse pronta la maxi aula, ora invece la volontà pare quella di non snaturare la competenza del tribunale di Ivrea. Una questione che ha anche a che vedere con il principio stabilito dell’articolo 25 della Costituzione del “giudice naturale”.
Eppure a ottobre il ministero della Giustizia aveva effettuato un sopralluogo con un ingegnere incaricato di partecipare alla Conferenza permanente del tribunale.
Allora erano state studiate principalmente due soluzioni: la tensostruttura in un parcheggio, modello Genova Ponte Morandi (che però ha dimostrato di essere una soluzione dispendiosa e temporanea), oppure la sistemazione del Meeting point, per cui il Comune aveva redatto un progetto.
Ci sarebbero voluti, però, tra gli 1,6 e gli 1,7 milioni di euro per realizzarla. Comunque sia la struttura ospita una parte di archivio del tribunale: vengono conservate, ad esempio, le vecchie schede elettorali. Lo stabile, però, non è a norma, fino a qualche tempo fa non c’erano neanche degli scaffali e le scatole con le schede erano poggiate direttamente in terra.
Adesso verranno studiate soluzioni più modeste nei paraggi, ma l’aula dovrà contenere almeno un centinaio di persone.
