“I soldati che hanno combattuto e che sono morti in Afganistan meritano rispetto”: il principe Harry a muso duro contro Donald Trump e viola il protocollo reale
I soldati che hanno combattuto e che sono morti in Afganistan meritano “rispetto”. A rispondere alle dichiarazioni di Donald Trump che ha minimizzato il ruolo delle truppe alleate nella guerra del 2001, non è stato solo il primo ministro inglese Keir Starmer, poi seguito da altri leader dei paesi Nato, ma il principe Harry.
Noto per la sua presenza sul fronte, raccontata anche sul libro biografico “Il Minore” nel quale dettagliava l’esperienza durante la guerra includendo l’uccisione di alcuni afgani, il duca del Sussex, per l’ennesima volta, ha violato il protocollo della corona ed è intervenuto ad alta voce nell’agone politico globale. Il presidente americano qualche giorno prima, ai microfoni di Fox News, aveva parlato dell’intervento delle forze Nato del 2001 con termini che hanno fatto infuriare gli alleati, i veterani e i familiari delle vittime cadute sul fronte.
“Non abbiamo mai avuto bisogno di loro – aveva detto Trump – non abbiamo mai veramente chiesto nulla a loro”. E, aggravando la sua posizione, aveva poi aggiunto: “Diranno di aver mandato delle truppe in Afganistan, e lo hanno fatto, ma stando un po’ indietro, arretrati rispetto alla linea del fronte”.
Il primo a rispondere chiedendo scuse formali e definendo le parole del presidente e “amico” americano “offensive e terribili” è stato Keir Starmer, il primo ministro che ha sempre cercato di essere un ponte tra gli Stati Uniti e l’Europa, usando la diplomazia e la forza della monarchia come strumenti di persuasione verso l’incontenibile Trump.
Poi, però, si è alzata anche la voce di chi con Trump non ha mai avuto un rapporto semplice, al punto da rischiare di essere mandato via dal paese nel quale si è trasferito sei anni fa dopo aver lasciato la casa reale britannica: Harry, come Starmer, si aspetta delle scuse.
“Nel 2001 – ha scritto il principe ed ex soldato in una nota diffusa all’indomani delle dichiarazioni di Trump – la Nato ha invocato l’articolo 5 per la prima – e unica – volta nella storia. Questo ha significato che ogni nazione alleata fu obbligata a stare al fianco degli Stati Uniti in Afganistan, per garantire la nostra comune sicurezza. Gli alleati risposero a quella chiamata”.
I britannici hanno pagato il loro intervento in Afganistan con la morte di 457 soldati
“Migliaia di vite – ha poi aggiunto il duca del Sussex – furono cambiate per sempre. Madri e padri hanno seppellito i loro figli e le loro figlie. Bambini sono rimasti senza un genitore. Famiglie sono rimaste a farsi carico di questo costo e questi sacrifici meritano di essere menzionati con verità e rispetto, mentre tutti dobbiamo rimanere uniti e leali a difesa della diplomazia e della pace.”
Harry ha affidato la sua condanna ad un comunicato netto nei termini e senza giri di parole. Re Carlo III la prossima estate dovrà partecipare con William e Kate alle celebrazioni per l’anniversario dell’indipendenza americana dalla corona britannica, l’ospite d’onore che Trump sogna al suo fianco dopo aver ottenuto due inviti ufficiali ed eccezionali, in Gran Bretagna. La seconda visita di stato, organizzata per compiacerlo, si è tenuta lo scorso settembre ed ha visto banchetti e fasti preceduti dalla grande parata militare delle forze armate alle quali Trump, all’epoca, aveva reso omaggio.
Ora, le sue dichiarazioni hanno rotto l’incanto e hanno portato il primo ministro, anch’egli in prima fila ad omaggiare l’esibizione davanti al castello di Windsor, a chiedere formalmente delle scuse.
E con lui il principe ribelle che non ha avuto timore di irritare il presidente americano che gli voleva negare il visto per restare negli Stati Uniti e che poi ha abbassato le armi dichiarando che Harry “aveva già abbastanza problemi con quella moglie terribile che si ritrova”.
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