Debiti con il Fisco, buone notizie per tanti italiani: la proposta dell’Agenzia per azzerarli
L’Agenzia delle Entrate sta inviando in queste settimane una nuova serie di comunicazioni che riguardano migliaia di contribuenti italiani. Si tratta di lettere che intervengono su due situazioni parallele: da un lato, cittadini che attendono ancora un rimborso fiscale; dall’altro, soggetti che hanno debiti pendenti con la Riscossione.
La novità è che, attraverso una procedura specifica prevista dalla legge, l’Agenzia propone una compensazione tra i due importi, offrendo la possibilità di ridurre o azzerare le cartelle esattoriali utilizzando i crediti fiscali maturati.
La proposta del Fisco per azzerare i debiti
Molti contribuenti stanno ricevendo proprio in questi giorni la comunicazione denominata “Notifica di rimborso e proposta di compensazione ex articolo 28-ter DPR 602/1973”. Supponiamo di avere un credito dal Modello 730 pari a 1.200 euro e, allo stesso tempo, debiti fiscali superiori ai 3.000 euro. In una situazione del genere, l’Agenzia delle Entrate potrebbe inviare una comunicazione chiedendo se si intende utilizzare quel rimborso per compensare una parte del debito ancora dovuto.
Una situazione comune, che spiega anche perché alcuni rimborsi tardano ad arrivare: la presenza di cartelle esattoriali può infatti bloccare temporaneamente l’erogazione, in attesa della proposta di compensazione.
La procedura è semplice e regolata da una normativa precisa. Quando un contribuente ha diritto a un rimborso, l’Agenzia delle Entrate verifica se esistono debiti affidati alla Riscossione. Se la verifica dà esito positivo, viene inviata la lettera con la proposta di compensazione. È fondamentale chiarire che non si tratta di un automatismo: il contribuente deve esprimere una scelta, accettando o rifiutando l’operazione.
Nella comunicazione vengono indicati sia i debiti iscritti a ruolo sia i crediti fiscali spettanti, insieme alle istruzioni operative per rispondere. Il contribuente ha 60 giorni di tempo per comunicare la propria decisione, compilando il modulo allegato alla lettera. La risposta può essere inviata tramite PEC oppure consegnata direttamente agli sportelli dell’Agente della Riscossione. I due elenchi previsti nella lettera riguardano:
1. Le informazioni contenute nella comunicazione
- Debiti complessivi iscritti a ruolo
- Crediti fiscali spettanti (ad esempio il rimborso 730)
- Modalità operative per rispondere
2. Le opzioni di risposta
- “Autorizza”, per accettare la compensazione
- “Non autorizza”, per rifiutarla
Accettare la compensazione significa utilizzare il rimborso per ridurre o azzerare i debiti pendenti. Nel caso in cui il rimborso sia inferiore all’importo delle cartelle, la somma residua resterà comunque dovuta, ma il debito complessivo risulterà ridotto. Rifiutare la proposta è possibile, ma comporta un effetto importante: le somme da rimborsare restano nella disponibilità del Fisco fino al 31 dicembre dell’anno successivo, e ciò può comportare ulteriori ritardi nell’erogazione.
Queste lettere rappresentano dunque una opportunità concreta per chi ha debiti con il Fisco e, allo stesso tempo, attende rimborsi fiscali non ancora liquidati. La scelta finale spetta sempre al contribuente, che deve valutare attentamente la propria situazione economica, il peso delle cartelle esattoriali e l’utilità immediata del rimborso.
La compensazione non è obbligatoria, ma può essere una soluzione efficace per alleggerire la propria posizione debitoria senza dover affrontare pagamenti immediati. E, in un periodo in cui molte famiglie devono fare i conti con difficoltà economiche, la possibilità di utilizzare crediti già maturati per ridurre i debiti rappresenta un aiuto significativo e, per molti, una vera boccata d’ossigeno.
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