Il papà del 15enne accoltellato al parco a Pavia: «Ditemi se avete trovato l’aggressore»
PAVIA. Quattro mesi fa un ragazzo in gruppo con altri giovani lo accoltellò all’addome, con una lama o un oggetto appuntito, mandandolo in ospedale in gravi condizioni. «Ma ancora i suoi aggressori non sono stati puniti, non abbiamo saputo più nulla», dice il padre del ragazzo di 15 anni, ferito nei giardinetti del piazzale Crosione un pomeriggio di fine settembre dello scorso anno da una banda di giovani della sua età o poco più grandi al culmine di una discussione.
Uno di loro aveva una lama. E proprio mentre si discute della diffusione di armi da taglio tra giovanissimi e dei provvedimenti per frenare l’emergenza, dopo la tragedia dello studente di La Spezia ucciso da una coltellata in classe, il padre del 15enne, di origini egiziane, lancia il suo appello: «Chiedo solo di sapere se l’aggressore è stato identificato e se saranno presi provvedimenti – dice il genitore –. Dopo il fatto mi sono rivolto a un avvocato e ho presentato una denuncia. In quell’occasione abbiamo indicato un nome ma senza conoscere le generalità complete del ragazzo che potrebbe avere inferto la coltellata».
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Le indagini in corso
Il genitore ci tiene a precisare che non vuole interferire con le indagini né polemizzare, ma essendo passati diversi mesi chiede di sapere almeno a che punto è il procedimento. Delle indagini si è occupata la polizia: gli investigatori potrebbero avere identificato gli aggressori e in questo caso il fascicolo sarebbe nelle mani della procura di Pavia (se maggiorenni) o della procura presso il tribunale dei minori di Milano, se i responsabili hanno meno di 18 anni.
Di certo c’è che il 15enne nel corso dell’aggressione aveva subito una lesione grave, tanto che era stato ricoverato in ospedale con prognosi riservata. Da quanto all’epoca ricostruito, la discussione tra giovani era esplosa nel parco giochi del piazzale Crosione, una zona già teatro più volte di aggressioni, vandalismi e scorribande da parte di gruppi di giovani, non tutti del posto. Quel giorno nei giardinetti c’era un gruppetto di ragazzi ma solo uno, a quanto pare anche lui minorenne, avrebbe colpito il 15enne, due otre volte all’addome, con un oggetto non identificato con certezza. Forse si era trattato di un coltello ma sul posto, in mezzo all’erba, era rimasto un oggetto acuminato, forse trasformato in un’arma offensiva e usato per colpire il ragazzo.
Il 15enne si era trascinato fin sotto casa, nei palazzi popolari del quartiere, lasciando la scia di sangue per terra, e aveva chiesto aiuto al padre. Sul posto erano intervenuti i soccorsi e gli agenti della polizia scientifica, che avevano svolto i rilievi. Peraltro il ragazzo di 15 anni era stato già vittima, nel 2023, di un episodio di bullismo: un gruppo di giovani lo aveva inseguito in Strada Nuova colpendo con sassi alla testa. Anche quella volta era finito in ospedale, ma i suoi aggressori erano stati tutti identificati. Ora si attende anche la fine delle indagini per l’episodio di quattro mesi fa.
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