Agli Oss offerti contratti da un mese Nessuno firma, ospedali in affanno
Voghera. Un mese di contratto. È questo che propone Asst Pavia agli Oss interinali, ovvero a quelli chiamati a dare supporto ai dipendenti dell’azienda ospedaliera che in questo periodo sono decisamente pochi e, a detta dei sindacati, ormai allo stremo delle forze. Un mese di contratto per tappare i circa 20 buchi nell’organico degli operatori sociosanitari del solo ospedale vogherese, in attesa che si concluda il concorso iniziato questa settimana. Il lasso di tempo, però, è troppo breve per risultare appetibile, e a quanto pare la situazione in corsia non sta migliorando.
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situazione al limite
«Siamo al limite – dice Daniele Spagnuolo, segretario provinciale della Uil Fpl – e, di questo passo, ci rimarremo almeno fino a maggio, quando entreranno in servizio gli Oss selezionati attraverso la procedura concorsuale. Purtroppo i concorsi hanno dei tempi tecnici da rispettare che non sono quelli dei lavoratori. I lavoratori hanno bisogno di supporto adesso, perché la situazione è insostenibile. Asst aveva dichiarato che avrebbe assunto degli interinali ed effettivamente lo sta facendo, ma con queste modalità non troverà nessuno. Chi firma un contratto per un mese?».
E dire che, in giro, di operatori che vorrebbero essere assunti in ospedale ce ne sono parecchi, come dimostra l’elevata affluenza alle prove concorsuali che si stanno svolgendo in questi giorni: per i due posti da coprire (che poi saranno di più, perché si scorrerà la graduatoria) si sono presentati in 427. «Alcuni di questi potevano aver piacere di venire a lavorare qualche mese in ospedale, da qui a maggio – continua Spagnuolo – ma, per trenta giorni, è improbabile che lo facciano».
Al momento sono 340 gli Oss impiegati su tutti gli ospedali che fanno capo ad Asst Pavia, ovvero Voghera, Vigevano, Broni-Stradella, Casorate Primo, Mortara, Varzi e Mede. Secondo i sindacati, per lavorare in buone condizioni e non rischiare l’esaurimento, ce ne dovrebbero essere almeno una quarantina in più.
I peggiori sono Voghera e Vigevano: il primo ne avrebbe bisogno una ventina per coprire in parte le carenze strutturali e in parte le malattie e le maternità, e a Vigevano ne spetterebbero un’altra quindicina. Mede e Broni sono quelle che hanno meno necessità: il primo perché ha un organico sufficientemente numeroso, e il secondo perché non ha reparti di degenza, e quindi il carico di lavoro è decisamente inferiore. Serve qualche Oss anche nelle sedi rimanenti.
In via Volturno
Per quanto riguarda Voghera, i reparti in condizioni peggiori sono medicina, chirurgia e urologia. Lì, secondo i sindacati, i turni sono massacranti, i riposi saltano, e gli straordinari sono all’ordine del giorno. Per coprire tutte le necessità si attinge ai reparti che sono messi meglio, ovvero ortopedia e traumatologia. Ma la coperta è corta e questa situazione potrebbe avere delle ripercussioni dirette non solo sugli stessi operatori sociosanitari, ma anche sui pazienti. Gli Oss, infatti, si occupano di assistere i pazienti nell’igiene personale, nella vestizione, nella deambulazione e nell'assunzione dei pasti, nonché della sanificazione e pulizia degli ambienti di vita. Devono svolgere quindi il servizio alberghiero e di fattorinaggio, ma fare anche assistenza di base e trasportare i pazienti nei diversi ambulatori per visite ed esami: questo vuol dire che devono assentarsi dal reparto, che con i numeri attuali rischia di rimanere scoperto.
Sulla questione, nella giornata di ieri, Asst ha preferito non intervenire. L’azienda aveva già annunciato (rispondendo alle analoghe critiche della Fp Cgil) l’indizione del concorso e la volontà di assumere gli interinali, e ha confermato di essere fiduciosa di poter risolvere al più presto la carenza degli Oss.
