Pavia Capitale della cultura italiana 2028: mai presentata la candidatura
Pavia. Sfuma il sogno di Pavia Capitale della cultura 2028: il Comune non ha partecipato al bando aperto l’anno scorso dal ministero cui non è pervenuta neanche la manifestazione d’interesse, cioè il documento che precede il dossier di candidatura. Per il momento, l’ambizione di valorizzare Pavia e il suo patrimonio resta una promessa elettorale, che il sindaco Michele Lissia ha inserito nel programma di coalizione (e in più occasione ha parlato di una eventuale candidatura per il 2028). Altre città si sono fatte avanti per sottoporre i loro dossier al ministero della Cultura: tra le finaliste del 2028 Forlì, Ancona o Catania.
[[ge:gnn:laprovinciapavese:15467332]]
Persino Rozzano
Il bando è stato pubblicato dal ministero della Cultura l’anno scorso per raccogliere le candidature delle città. L’elenco delle dieci finaliste risale a pochi giorni fa, con la vincitrice che sarà proclamata a marzo. Pavia non figura in questo elenco né in quello delle 23 che hanno presentato i dossier di candidatura al bando 2025, il primo utile per la giunta Lissia che nelle linee di mandato aveva scritto «obiettivo Pavia Capitale della cultura, eventualmente in collaborazione con altre città del sud Lombardia». Fonti del ministero confermano che a Roma non è pervenuta neanche la manifestazione di interesse, cioè il primo passaggio dell’iter di selezione composto da diverse fasi, le ultime affidate al parere di una giuria. In genere, il “concorso” pubblicato ogni anno anticipa di circa due anni la manifestazione che valorizza il patrimonio culturale e stimola il turismo della città vincitrice. Per capirci: Agrigento Capitale della cultura 2025 ha vinto al bando del 2023. Nel frattempo, città più piccole o meno storiche hanno inoltrato il dossier che Pavia non ha formalizzato: tra i candidati 2028 c’erano anche Moncalieri o Rozzano, piccolo centro che è quasi un quartiere-dormitorio di Milano. Non è solo una questione di status: il ministero eroga al vincitore un milione di euro a supporto della la manifestazione, senza contare il ritorno d’immagine e il volano turistico. Stando ai bene informati, dopo gli abboccamenti pre e post campagna elettorale (la candidatura a Capitale 2028 è stato uno degli argomenti) l’eventuale stesura di un dossier non sarebbe mai andata avanti, se si escludono alcune interlocuzioni iniziali. Ma le parole del sindaco Lissia smentiscono la ricostruzione: secondo il primo cittadino, l’amministrazione ha preferito concentrarsi sulle celebrazioni per la Battaglia di Pavia e per l’Innovation week del prossimo 11 aprile. Due manifestazioni importanti e co-organizzate dal Comune, che pure non sarebbero entrate in conflitto con l’eventuale candidatura a Capitale della cultura.
«Non siamo fermi»
«Non siamo fermi, stiamo lavorano sotto traccia prendendoci il tempo che serve per presentare un dossier ben sviluppato – afferma il sindaco – non credo sia il caso di farsi prendere dalla fretta con una candidatura a tutti i costi». Il bando per la Capitale 2029 si aprirà presumibilmente nel primo quadrimestre 2026, ma sull’intenzione di candidare Pavia non c’è certezza: «Valuteremo se saremo pronti l’anno prossimo, non credo che un anno in più o in meno faccia la differenza. Stiamo anche valutando quale potrebbe essere il bando migliore, tra quello per la Capitale italiana o europea della cultura. Non è un obiettivo da centrare per fini propagandistici». L’opposizione parla di «occasione sprecata, il progetto è caduto nel dimenticatoio nonostante l’enorme patrimonio culturale di Pavia» dichiara Lidia Decembrino, consigliera di Pavia Ideale che a più riprese ha incalzato la giunta sull’argomento.
