Referendum, pure Nordio smentisce FdI e Salvini: “La riforma non incide minimamente sui fatti di Torino”
Un eventuale Sì al referendum “non inciderebbe minimamente” sulle decisioni della magistratura in vicende come quella dei manifestanti di Torino, arrestati per gli scontri di sabato e poi scarcerati dal gip. Ad ammetterlo è lo stesso promotore della riforma, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, rispondendo alla domanda del Fatto che gli ha chiesto un commento sulle affermazioni del suo collega Matteo Salvini, secondo cui votare Sì serve a evitare nuovi casi di questo tipo: un concetto propagandato sui social anche da Fratelli d’Italia. Nordio sottolinea che, anche se la riforma passasse, “la magistratura resterebbe assolutamente indipendente ed autonoma e quindi valuterebbe le situazioni e deciderebbe in piena autonomia”: quindi “il referendum non inciderebbe minimamente. Poi nella dialettica o nella polemica politica ogni parte enfatizza quelle che possono essere le conseguenze del Sì o del No. In questo caso, probabilmente, il collega Salvini le ha enfatizzate, però da ex magistrato e da ministro della Giustizia posso dire che in casi come questo la magistratura resterebbe sovrana”. Il Guardasigilli esclude pure una responsabilità del giudice: “La magistratura si limita ad applicare la legge. E se la legge consente a una persona che ha preso a martellate un poliziotto di andare il giorno dopo ai domiciliari, vuol dire che la legge è inadeguata e carente. Ed è per questo che stiamo intervenendo per cambiarla”, afferma.
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