Migranti, altro che chiacchiere: meno 56% di sbarchi rispetto al 2025. Il governo svuota i gommoni, salva vite, stronca i trafficanti
Mentre la sinistra si perde in chiacchiere ideologiche e veti sulla memoria, il governo Meloni risponde con la forza dei numeri e del pragmatismo. I dati del Viminale aggiornati al 9 febbraio 2026 non lasciano spazio a interpretazioni: gli sbarchi sono crollati del 56,38% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Da inizio anno sono giunti sulle nostre coste 1.813 migranti, a fronte degli oltre 4.100 del 2025. Un dimezzamento netto che certifica il successo della linea del governo contro i trafficanti di uomini.
Migranti, Viminale: crollo degli sbarchi a -56% rispetto al 2025. 1.813 arrivi da inizio anno
Secondo i dati del Viminale aggiornati al 9 febbraio, si sono imbarcati soprattutto dalla Libia (1.386), così come lo scorso anno (3.861). Dalla Tunisia sono partiti in 221, mentre dall’Algeria 206, per arrivare nella maggior parte dei casi in Sicilia (1.444), a seguire in Sardegna (2026) e in Liguria (69). Tra le principali nazionalità di provenienza dei migranti Bangladesh, Algeria, Sudan ed Egitto.
Migranti, la linea della fermezza: Piantedosi in missione a Tripoli
Il merito di questo risultato risiede in una strategia a doppio binario: controllo interno e proiezione internazionale. Non è un caso che, proprio oggi, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sia volato a Tripoli per incontrare l’omologo libico Imad Trabelsi. Il messaggio è chiaro: la cooperazione bilaterale non si ferma. L’Italia continua a investire nel capacity building e nel controllo delle frontiere terrestri e marittime libiche, potenziando i programmi di rimpatrio volontario assistito. È questa la strategia necessaria a impedire stragi del mare e a depauperare il potere (e l’arricchimento sulla pelle dei migranti) dei trafficanti di esseri umani. La direttiva? Fermare le partenze alla radice, stabilizzando i flussi nel Mediterraneo centrale.
Al centro dell’incontro internazionale tra i due ministri di settore, per un confronto sui principali dossier di comune interesse – con particolare riferimento al contrasto dell’immigrazione illegale e al potenziamento della cooperazione bilaterale in materia di sicurezza – l’esigenza di proseguire nel percorso di collaborazione avviato in questi tre anni.
Il titolare del Viminale: «La cooperazione tra i nostri due Paesi va avanti»
«Il dialogo costante e la cooperazione con le autorità libiche rappresentano un elemento fondamentale per affrontare in modo efficace e responsabile le sfide comuni legate innanzitutto alla gestione dei flussi migratori», ha dichiarato allora il ministro Piantedosi. Proseguendo: «L’Italia continuerà a sostenere, in raccordo con l’Ue e gli altri partner internazionali, iniziative orientate al consolidamento della cooperazione con particolare riferimento ai programmi di rimpatri volontari assistiti e alle iniziative per il controllo delle frontiere terrestri e marittime». La visita, quindi, si è conclusa con un incontro con il primo ministro Abdulhamid Dbeibah, che ha confermato la volontà di proseguire il dialogo e il coordinamento tra i due Paesi.
Migranti, verso il nuovo Ddl: il governo inserisce il turbo
Ma l’esecutivo non intende sedersi sugli allori. Per mercoledì è atteso in Consiglio dei Ministri un nuovo, corposo disegno di legge sui migranti, annunciato dalla premier Giorgia Meloni. Il provvedimento avrà una doppia anima: da un lato recepirà il Patto europeo su asilo e immigrazione, mandando definitivamente in soffitta il fallimentare Regolamento di Dublino. E introducendo procedure di esame e rimpatrio ultra-rapide.
Migranti, tra patto su asilo e immigrazione e ipotesi blocco navale
Dall’altro, il Ddl conterrà norme ancora più stringenti per stroncare l’immigrazione illegale. Tra le ipotesi più concrete spicca quella del cosiddetto “blocco navale”, inteso come difesa attiva dei confini nazionali e controllo rigoroso delle frontiere esterne. L’obiettivo è il riordino complessivo della normativa per garantire che chi non ha diritto di stare in Italia venga espulso senza indugi.
Forse il Ddl sul tavolo del prossimo Cdm
Insomma, il governo è pronto a tornare alla carica sul fronte dell’immigrazione. Nel Consiglio dei ministri previsto per la mattinata di mercoledì potrebbe arrivare il nuovo disegno di legge sui migranti, annunciato dall’esecutivo. Non c’è ancora la certezza, ma in queste ore si sta lavorando affinché il testo approdi sul tavolo del Cdm.
Fonti di governo, interpellate sul tema, spiegano che nel provvedimento dovrebbero confluire sostanzialmente due elementi: le norme necessarie a recepire in Italia il nuovo Patto europeo su asilo e immigrazione, cioè il disegno di legge su cui si stava lavorando a dicembre. E alcune disposizioni in materia di immigrazione stralciate dal pacchetto sicurezza approvato la scorsa settimana. Il dettaglio delle misure escluse da quel pacchetto e ora destinate a essere inserite nel nuovo provvedimento non è però ancora definito. In base alle dichiarazioni pubbliche del ministro dell’Interno Matteo Piantandosi, è probabile che tra le norme in arrivo vi sia anche quella sul cosiddetto “blocco navale“.
«Arriva la prossima settimana un provvedimento interamente dedicato al tema dell’immigrazione, nel quale ci saranno norme molto importanti per fermare soprattutto l’immigrazione illegale», aveva detto la premier Giorgia Meloni ai microfoni di Dritto e rovescio giovedì scorso, dopo il Cdm che ha dato il via libera al pacchetto sicurezza.
Il Ddl nel dettaglio
Il disegno di legge a cui il governo aveva lavorato a dicembre era una legge delega di otto articoli finalizzata all’attuazione del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, adottato dalla Ue il 14 maggio 2024. Il testo delegava il governo ad adottare decreti legislativi per recepire la direttiva sull’accoglienza e adeguare la normativa nazionale ai regolamenti europei in materia di asilo. Procedure. Gestione dei flussi. Rimpatri. Controlli alle frontiere e situazioni di crisi.
I numeri, del resto, danno ragione alla linea varata dal governo. Il 2025 si era già chiuso con un trend in diminuzione. Ma l’inizio del 2026 segna una svolta storica. Con meno partenze dalla Tunisia e dalla Libia, l’Italia torna finalmente al controllo dei propri confini. La stagione dell’accoglienza indiscriminata è finita. Quella della legalità e della sicurezza è appena iniziata.
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