Rivista la legge sulla montagna. Quattro Comuni esclusi dai fondi: ecco quali sono
VARZI. La legge sulla montagna varata dal ministro Roberto Calderoli inserisce 2 nuovi Comuni, ma ne esclude 4 che attualmente fanno parte della Comunità montana dell'Oltrepo pavese. Dei 18 Comuni che compongono l’ente sono escluse, dal pacchetto di agevolazioni previste dalla legge, le municipalità di Godiasco Salice Terme, Borgo Priolo, Borgoratto Mormorolo e Montalto Pavese. Entrano a far parte e ad ottenere benefici i Comuni di Volpara e Golferenzo (che oggi non fanno parte dell'ente montano) mentre ai 7 Comuni che erano già stati individuati come montani nella prima proposta di legge (e cioè Brallo di Pregola, Menconico, Romagnese, Santa Margherita di Staffora, Zavattarello, Varzi e Val di Nizza) con le modifiche apportate si aggiungono Bagnaria, Cecima, Colli Verdi, Fortunago, Montesegale, Ponte Nizza e Rocca Susella. Ma questo non inciderà sull'assetto attuale dell'ente varzese istituito nel 1979 con apposita legge regionale.
Di fatto, la legge sulla montagna varata dal governo servirà solo per dare maggiori contributi ai Comuni classificati come montani dallo Stato e in particolare per ottenere l’accesso a fondi e agevolazioni specifiche a favore di territori comunque ritenuti fragili. Con la revisione della legge, sono considerati montani i Comuni con almeno il 25% del territorio posto sopra i 600 metri di quota o con un'altitudine media complessiva oltre i 500 metri. C'è grande delusione per i sindaci esclusi da questo pacchetto: la legge prevede infatti incentivi economici, fiscali e sociali (scuola, sanità, smart working, giovani imprenditori, agricoltura) per contrastare lo spopolamento, finanziati da un fondo dedicato di 200 milioni di euro annui per il 2025-2027.
«La nostra montagna non può essere ridotta a una soglia “da cartina” - sottolinea il presidente della Comunità montana dell'Oltrepo pavese Giovanni Palli - perché qui la condizione montana è fatta di fragilità, servizi da garantire, presidio quotidiano del territorio. Allo stesso tempo, dopo aver lavorato in prima persona in queste settimane, stiamo facendo dei passi avanti poiché in accordo con Regione Lombardia, è già stata confermata una garanzia chiara: tutti i Comuni della Comunità montana manterranno, per la Regione, lo status montano, i finanziamenti connessi e la piena appartenenza alla Comunità montana e alle sue politiche di sviluppo. Su queste materie la competenza regionale è decisiva, e la Regione ha già espresso la propria posizione. Inoltre - continua Palli - grazie alle revisioni dei criteri e al lavoro tecnico-istituzionale avviato con il ministro Calderoli, nel nostro ambito territoriale il numero dei Comuni montani riconosciuti è passato dalla prima versione di 7 a 14 Comuni: un risultato concreto che rafforza l’azione dell’Ente e la capacità di assicurare servizi ai cittadini. Continueremo a lavorare con spirito costruttivo, insieme a Regione Lombardia, perché anche i Comuni oggi esclusi possano essere ricompresi nel disegno nazionale, nel segno dell’equità e della tutela delle nostre comunità». —
