Sondaggi politici TP, Olimpiadi: per 2 italiani su 3 è occasione di sviluppo
Sondaggi politici TP, Olimpiadi: per 2 italiani su 3 è occasione di sviluppo
Bentornati con il sondaggio settimanale targato Termometro Politico, dove parliamo delle principali tematiche di attualità nazionale e internazionale. Questa settimana ampio focus sulle Olimpiadi di Milano Cortina. Poi, parliamo del caso Pucci a Sanremo e delle possibili conseguenze del rilascio degli Epstein Files. Cominciamo.
Sondaggi TP, Olimpiadi Milano Cortina: il plauso di 2 italiani su 3
Cominciamo dall’evento mondiale del momento, le Olimpiadi Invernali ospitate a Milano e Cortina d’Ampezzo. Edizione che ha ricevuto il plauso non solo della stampa ma anche degli italiani. Infatti, la maggioranza crede che ci sono benefici più o meno importanti. Per quasi il 40% le aree in cui vengono ospitate verranno avvantaggiate economicamente e avranno una positiva ricaduta di immagine. Un altro 26% afferma che “anche se l’impatto economico sarà scarso o nullo ci sarà comunque una ricaduta positiva a livello di immagine”. In pratica, 2 italiani su 3 sostengono che le Olimpiadi siano una occasione di sviluppo per il territorio.
Dall’altro lato, c’è chi si mantiene neutrale (12,4%) affermando che “non ci sarà nessun impatto né positivo né negativo in alcun ambito, non c’è da illudersi”. Infine, il 19,5% del campione sostiene che non saranno per nulla una occasione di sviluppo: “sono un danno ambientale e uno spreco economico, non avremmo dovuto ospitarle”.
I fischi alla delegazione di Israele dividono l’Italia
Rimanendo su Milano Cortina 2026, all’inaugurazione delle Olimpiadi invernali la squadra israeliana è stata fischiata, mentre quella iraniana applaudita. Abbiamo chiesto un giudizio e qui il campione si è spaccato in due. Se per il 29,6% “È un classico episodio di antisemitismo, a Israele si applicano doppi standard, la sua squadra avrebbe dovuto essere applaudita come le altre”, dall’altro lato c’è il 28,7% (percentuale quasi identica) che afferma che invece “È giusto, Israele compie massacri verso altri popoli, mentre l’Iran uccide i suoi stessi cittadini, l’applauso è stato al popolo iraniano, non al regime”.
Le risposte di sostegno o rigetto verso entrambe sono quelle minoritarie e si dividono in modo altrettanto equo. Il 18,4% condivide il sentimento di chi ha contestato Israele “ma, essendo un’occasione sportiva, sarebbe stato meglio non fischiare nessuno”. Poi, un altro 18,7% che non condivide perché “si tratta in entrambi i casi di governi controversi, sarebbe stato giusto fischiare o applaudire entrambi”.
Caso Pucci come fotografia della polarizzazione
Rimaniamo in Italia ma andiamo leggermente più giù, dalle parti di Sanremo. In questa settimana è esploso il caso Pucci, comico invitato in una delle serate del Festival ma che ha deciso di tirarsi indietro per via delle tante critiche ricevute per le sue idee politiche di destra. Abbiamo chiesto se c’è una discriminazione per gli artisti che non sono di sinistra nello spettacolo. Qui, ci sono due risposte che dominano e che sono agli antipodi: per il 44,5% No, siamo davanti al classico vittimismo della destra, che in realtà è al potere e, anzi, domina i media. Per un altro 42,6% invece la risposta è “Sì, sicuramente, e la rinuncia di Pucci, un comico non di sinistra, alla partecipazione a Sanremo lo dimostra molto chiaramente”.
Le vie di mezzo non sono quasi contemplate e infatti c’è appena un 4,4% che crede di “Sì, anche se credo che rispetto ad alcuni anni fa la preponderanza della sinistra sia diminuita”, e un altro 5% che invece sostiene di no, ma che “il caso Pucci dimostra che ci deve essere costante attenzione al pluralismo anche nella comicità”.
Gli Epstein Files e la sfiducia nel sistema
Prima di passare alle intenzioni di voto, parliamo degli Epstein Files, ormai celebri e discussi in tutto il mondo. Nei nuovi tre milioni di documenti desecretati dal DOJ (Department of Justice degli Stati Uniti), saltano fuori i nomi di tanti leader mondiali e, in generale, una élite collegata a Jeffrey Epstein. Abbiamo chiesto, allora, quali saranno, secondo lei, le conseguenze della diffusione dei file di Epstein. Si evince come la maggior parte abbia sfiducia nel sistema.
Per il 25,9% “Non succederà nulla, non è stato diffuso tutto, di proposito, e le élite, comunque, sanno come rimanere impunite”. Un altro 30,5% ritiene che le conseguenze saranno quasi nulle, “l’opinione pubblica è ormai assuefatta, soprattutto di fronte a comportamenti moralmente inaccettabili ma magari non perseguibili legalmente”. Nel complesso, quindi, oltre il 56% mostra sfiducia verso il sistema, con conseguenze non commisurate agli atti commessi.
Poi, un 22,5% che sostiene che “Cadranno, e in parte stanno già cadendo, le teste di politici di secondo livello, ed è positivo, ma i principali leader e chi è più coinvolto si salverà”. Infine, solo un 11,8% ritiene che “Siamo ancora agli inizi, emergeranno altre rivelazioni e porteranno alla caduta e all’incriminazione di molti leader mondiali di primo piano”.
Passando alle intenzioni di voto, si osserva il nuovo calo di Fratelli d’Italia che continua a perdere consensi a favore di altri soggetti dell’area di destra. FdI, infatti, cala di 3 decimi, passando dal 29,8 al 29,5%. Stabile il PD (22%) mentre risale il M5S fino al 12,1%, recuperando lo 0,2%.
Dopo il forte contraccolpo della scorsa settimana, si riassotigliano le distanze tra Forza Italia (8,1%) e Lega (7,8%). Poi, salgono leggermente sia AVS (6,5%) che FN di Vannacci (3,6%). Per entrambi c’è il guadagno di un decimale.
Tutti gli altri partiti sono attualmente al di sotto della soglia di sbarramento.
Fiducia giù per la premier (-1,3% in una settimana)
Chiudiamo con la fiducia nella premier Meloni che, rispetto a una settimana fa, subisce un brusco calo, passando dal 39,2% al 37,9%, e facendo registrare così una perdita di 1,3 punti. Dato aggregato di chi non ha fiducia (poca+nulla) ben oltre il sessanta percento (61,4%).
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