Sistema Sorrento, l’ex sindaco Coppola vuole patteggiare. Il nodo dei due processi, in attesa del parere del pm
Il 20 febbraio era prevista la prima udienza del processo con rito immediato al primo filone del ‘Sistema Sorrento’. Non ci sarà. È sconvocata. Massimo Coppola ha chiesto il patteggiamento. Tramite i suoi avvocati Bruno Larosa e Gianni Pane, l’ex sindaco di Sorrento ha proposto una “applicazione concordata della pena” di poco inferiore ai 5 anni (il massimo stabilito dal codice per questo rito alternativo), con la quale chiudere la prima tranche dell’inchiesta, quella relativa alle mazzette della cooperativa Prisma sugli appalti della refezione delle scuole e dell’asilo nido.
Contestualmente, i legali vorrebbero far circoscrivere il risarcimento danni non oltre le cifre (decine di migliaia di euro) sequestrate dopo l’esecuzione della misura cautelare in flagranza, quando il 20 maggio Coppola fu ritrovato coi 4500 euro in contanti dell’imprenditore Michele De Angelis ancora addosso. La tesi difensiva è che Coppola abbia legittimamente guadagnato con il suo lavoro di avvocato parte delle somme ritrovate a casa e sui conti correnti.
In questi casi il processo si sospende e un altro giudice, diverso da quello della eventuale fissazione del rito immediato, dispone una data per la camera di consiglio con accusa e difesa, per decidere sulla congruità della proposta. La procura di Torre Annunziata – pm Giuliano Schioppi, procuratore Nunzio Fragliasso – non ha ancora espresso il suo parere. In attesa del quale il giudice non può sentenziare il patteggiamento, o rigettarlo.
C’è un problema che rende complicata la discussione tra avvocati e pm. Coppola dovrebbe affrontare a Torre Annunziata due processi, – il secondo, con 14 capi di imputazione di corruzione e peculato, dovrebbe iniziare il 17 aprile 2026 – ed un eventuale patteggiamento del primo gli può evitare pene molto più severe soltanto se ci sono ragionevoli possibilità di unirlo ‘in continuazione’ ai reati contestati nel secondo. In parole povere, per chiudere la partita con una riunione di tutte le accuse e un patteggiamento tombale che le risolva tutte.
Con una pena complessiva finale che consenta all’ex sindaco di riguadagnare in pochi mesi la libertà, attraverso l’affidamento ai servizi sociali. Affidamento che si può ottenere quando la pena residua da scontare è inferiore ai quattro anni. Coppola, tra carcere e domiciliari, ha già scontato nove mesi di detenzione. E può attingere agli ulteriori sconti di buona condotta. Invece il coimputato Francesco Di Maio, lo staffista presente, secondo gli inquirenti, alla cena con mazzetta (per lui 1500 euro), attraverso i suoi avvocati Alessandro Orsi e Stefano Montone ha chiesto il rito abbreviato. Anche per lui, quindi, il 20 febbraio non ci sarà udienza.
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