“Austin Tucker Martin ossessionato dagli Epstein files. Era convinto che il governo stesse insabbiando”
Si dichiarava cattolico, era sostenitore di Trump. Ma profondamente turbato, fino all’ossessione, dagli Epstein files e in particolare dall’ultima tranche di pubblicazione dei documenti da parte del Dipartimento di Giustizia a fine gennaio. Austin Tucker Martin, il 21enne che nella notte tra il 21 e il 22 febbraio è stato ucciso dagli agenti del Secret Service mentre cercava, con una tanica di benzina e un fucile, di introdursi nella tenuta di Donald Trump a Mar a Lago, voleva in qualche modo arrivare a fare giustizia, perché convinto che il governo stesse insabbiando. A rivelarlo sono alcuni messaggi pubblicati dal sito Tmz. “Non so se hai letto qualcosa sui file Epstein, ma il male è reale e inequivocabile – aveva scritto a un collega il 15 febbraio 2026 -. La cosa migliore che persone come te e me possiamo fare è usare la poca influenza che abbiamo. Raccontate agli altri cosa sentite sui file Epstein e cosa sta facendo il governo al riguardo. Sensibilizzate”. Sempre al sito Tmz, i colleghi di Martin – che lavorava al Pine Needles Lodge & Golf Club in North Carolina – hanno raccontato che era profondamente turbato da quello che credeva fosse un insabbiamento governativo e che spesso parlava di persone potenti che “la facevano franca”. Chi lo conosceva, lo descriveva inoltre come una persona “con buone intenzioni, ma sempre più frustrata, soprattutto per quanto riguarda la situazione economica. Ci è stato detto che si lamentava spesso del fatto che i giovani hanno bisogno di due lavori o di coinquilini per permettersi di andarsene di casa”. Martin, che viveva ancora coi genitori, aveva inoltre tentato di fondare “un sindacato sul posto di lavoro per ottenere salari più alti, ma nessuno vi aderì. Fuori dal lavoro, faceva il ritrattista, cercando di vendere disegni di paesaggi e persone della città”.
L'articolo “Austin Tucker Martin ossessionato dagli Epstein files. Era convinto che il governo stesse insabbiando” proviene da Il Fatto Quotidiano.
