“Portavo le valigie nelle camere e mi occupavo del check-in. Fino a sei mesi fa non potevo immaginarmi tutto questo”: parla Eddie Brock
C’è un filo ormai indissolubile che lega Tik Tok e la musica. E a chi bazzica sui social, sarà capitato negli scorsi mesi di ascoltare i versi di “Non è mica te”. Un brano che oggi conta oltre 22 milioni di streaming su Spotify e ha lanciato Eddie Brock dritto verso l’Ariston. Romano classe 1997, su Instagram Edoardo Iaschi – questo il vero nome dell’artista – si definisce “contrabbandiere di emozioni”. Le stesse che ha concentrato in una canzone capace di catturare la Generazione Z con un ritornello perfetto per i video d’amore, gli edit calcistici e i ricordi nostalgici. Quel “è bellissima ma non è te” che ha conquistato prima le persone e poi l’algoritmo ed è diventato il suo lasciapassare per il Festival di Sanremo 2026, dove presenterà il brano “Avvoltoi”.
Da operatore turistico al palco dell’Ariston
“Non mi sono accorto velocemente che ‘Non è mica te’ era sulla bocca di tutti. Mettevo mi piace ai video con la canzone, ma pensavo fosse Tik Tok a ripropormela spesso – ha raccontato Iaschi a Supernova, il podcast condotto da Alessandro Cattelan –. Poi, però, ho scoperto che stava diventando virale. Fino a sei mesi fa non potevo immaginarmi tutto questo”. L’opportunità è arrivata come nelle sceneggiature dei film. Eddie Brock – che ha mutuato il suo nome d’arte dal mondo Marvel e dal personaggio immaginario legato a Venom e alle vicende di Spiderman – è passato dal lavoro come fattorino in una pizzeria a quello di impiegato in un call center. E si è impegnato anche nel volontariato. Fino allo scorso dicembre, invece, faceva l’operatore turistico nei bnb a Roma: “Portavo le valigie nelle camere, mi occupavo dei check-in e spiegavo ciò che c’era da sapere delle stanze”. Poi il licenziamento e l’all-in sulla musica, che il direttore artistico Carlo Conti ha premiato scegliendo il suo brano tra i trenta del Festival. Nella serata delle cover, poi, l’artista romano canterà “Portami via” insieme a Fabrizio Moro. Sulla sua canzone in gara, invece, ha rivelato: “Di solito dopo due settimane i miei brani cominciano a stufarmi, invece questo continuava a piacermi”.
Gli inizi con la musica e la strada del talent
Nella vita di laschi, la musica non è arrivata per caso. “Quando mio padre mi accompagnava alle partite di calcio, ascoltavamo Pino Daniele e Lucio Battisti, ma anche Barry White”, ha spiegato in un’intervista a Today. Fin da piccolo si è dedicato alla poesia, da adolescente è rimasto affascinato dal rap e ha partecipato ad alcune battaglie di freestyle in strada. Con il tempo si è allontanato dall’hip-hop per avvicinarsi al cantautorato e quei versi che scriveva, prima recitati e poi legati da un preciso flow, sono diventati canzoni più melodiche. Già prima che Tik Tok lo catapultasse nelle playlist spaccacuori e lo rendesse la colonna sonora di adolescenti innamorati e appassionati sportivi nostalgici, Eddie Brock aveva provato a farsi conoscere tentando la strada del talent. Dal 2017 al 2020 si è presentato ai provini di “Amici” di Maria De Filippi, venendo sempre scartato. Nel frattempo, nel 2018 era stato selezionato nella squadra di Annalisa per partecipare al Coca-Cola Future Legend, un format in cui 12 artisti emergenti si sfidavano in battaglie musicali.
“La fama è una botta emotiva che ti ribalta il mondo”
A maggio 2025 è uscito il suo primo disco “Amarsi è la rivoluzione”, con 15 tracce che contengono i singoli pubblicati fino ad adesso e la già citata hit “Non è mica te”. La fama improvvisa l’ha travolto e, a novembre scorso, è stato ospite a Le Iene con un monologo sulla notorietà che gli ha sconvolto la vita e sui sogni che possono essere coronati: “Si, lo so. Adesso ti starai chiedendo, ma questo chi è? Sono Edoardo Iaschi e faccio l’operatore turistico a Roma (…), ma sono anche Eddie Brock, un cantautore. O almeno, per tanti lo sono diventato dopo che una mia canzone, in pochi mesi è esplosa ovunque – ha raccontato l’artista romano –. Come Eddie Brock sono frastornato, è una botta emotiva che ti ribalta il mondo. Ma come Edoardo Iaschi porto ancora le valigie ai turisti, consegno le chiavi delle loro stanze con vista su Roma. Oggi qualcuno mi chiede una foto, ma faccio ancora il mio lavoro mentre vivo un sogno. Dieci anni a scrivere canzoni e a registrarle nelle notti con anni di palchi improvvisati e locali mezzi vuoti”. Di qui, l’appello ai giovani nell’impegnarsi e seguire i propri desideri: “Continuate a fare quello che vi accende il petto, anche quando sembra inutile, lento o una perdita di tempo. Coccolate sempre i vostri sogni, ma fatelo con amore. (…). Io sono come voi, non ho niente di speciale ma non ho mai smesso di sognare. Perché come diceva Forest Gump: ‘La vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita’.
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