“Non ho mai incontrato Epstein, sono inorridita dai suoi crimini”, la testimonianza di Hillary Clinton alla Camera
“Era un individuo atroce, ma non è il solo. Non si tratta di un caso isolato, né di uno scandalo politico. È una piaga globale con un costo umano inimmaginabile”. Hillary Clinton, ex Segretaria di Stato, compare davanti alla Commissione di vigilanza della Camera sul caso Jeffrey Epstein. L’ex first lady, ascoltata nella residenza di famiglia a Chappaqua nello Stato di New York, ha preso nettamente le distanze dal finanziere. “Non ho mai incontrato Epstein e non avevo idea dei suoi crimini. Non sono mai salita sul suo aereo, né ho mai messo piede nella sua casa. Come qualsiasi persona normale, sono inorridita dai suoi crimini”. Venerdì sarà l’ex presidente Bill Clinton a essere chiamato.
La posizione di Bill Clinton
Se Hillary Clinton sostiene di non aver mai incontrato Epstein, la posizione dell’ex presidente appare più delicata. Secondo stime riportate dalla stampa americana, Bill Clinton avrebbe viaggiato almeno 16 volte sull’aereo privato del finanziere. Tra i documenti pubblicati in passato è inoltre emersa una fotografia che lo ritrae in compagnia di alcune donne in una jacuzzi. Esistono anche immagini che lo mostrano con Ghislaine Maxwell, collaboratrice e partner di Epstein, attualmente detenuta e condannata a 20 anni per complicità nel traffico sessuale di minorenni. Bill Clinton non è stato accusato di alcun reato nel caso Epstein. Un suo portavoce ha più volte ribadito che l’ex presidente avrebbe interrotto i rapporti con il finanziere prima del suo arresto nel 2019 e di non essere mai stato a conoscenza delle sue attività criminali.
Le richieste delle vittime e il fronte democratico
Le sopravvissute agli abusi di Epstein e i loro legali chiedono chiarezza. “Era connesso ad Epstein, è stato il presidente del nostro Paese, le vittime vogliono capire meglio questo legame”, ha dichiarato alla Cnn l’avvocata Jennifer Plotkin. Una posizione condivisa anche da alcuni democratici, in particolare tra le nuove leve del partito. La deputata Rashida Tlaib ha affermato che “le sopravvissute hanno diritto a trasparenza e giustizia” e che chiunque sia connesso a Epstein e non collabori con le indagini, ì”a prescindere dal partito politico”, dovrebbe essere considerato passibile di oltraggio.
La strategia legale e il braccio di ferro con i repubblicani
La sede della deposizione è stata oggetto di una trattativa tra i legali dei Clinton — David Kendall e Cheryl Mills — e il presidente della Commissione di vigilanza, James Comer. L’obiettivo era evitare l’immagine di un ex presidente convocato formalmente al Congresso. Il confronto era arrivato a un passo dall’escalation: Comer aveva avviato la procedura per dichiarare i coniugi Clinton in oltraggio al Congresso, dopo il loro rifiuto di ottemperare a un mandato di comparizione giudicato dai loro avvocati “non valido e non applicabile” perché parte, sostenevano, di un piano politico dei repubblicani. Alla vigilia del voto sulla mozione, che avrebbe potuto aprire la strada a incriminazioni penali, l’ex coppia presidenziale ha accettato di testimoniare.
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